
La scuola secondaria di secondo grado, come è noto, a parte i Licei Musicali, non ha e non prevede purtroppo la musica nella programmazione didattica, interrompendo quel pur minimo inserimento della disciplina previsto nei corsi di studi precedenti. Tale mancanza, unita all’esigenza di creare spazi creativi per i giovani, mi ha spinto ad impegnarmi nella realizzazione di laboratori dove sperimentare il rapporto tra musica, parola e immagine, il linguaggio multimediale e le nuove tecnologie, proiettate con l’AI verso scenari in continua evoluzione.

A tal fine sono stati quindi da me progettati ed adibiti degli spazi permanenti in alcuni Licei di Roma, tra i quali “Disaccordi” al Liceo Artistico “Giulio Carlo Argan” ed ultimo il “Laboratorio Musicale e Multimediale MU!” presso il Liceo Artistico “Via di Ripetta”, D.S. Prof.ssa Annunziata Iacolare, con finanziamenti ottenuti vincendo bandi come “Il Piano delle AArti” del MIM e “Per Chi Crea” della SIAE.
Le attività laboratoriali che si svolgono sono riferite all’utilizzo, oltre che di strumenti musicali, anche di attrezzature digitali e postazioni informatiche per la registrazione, l’editing audio-video, il missaggio, la masterizzazione, con software quali Logic Pro e Final Cut.
I giovani possono così avvalersi della tecnologia per esaltare e amplificare la loro espressività e creatività, sia con la gestione di suoni midi, loop, effetti ed editing che consentono di definire aspetti tecnici e di percezione sonora nell’arrangiamento di un brano, sia con una sperimentazione multimediale audiovisiva.
Inoltre, allo scopo di utilizzare in modo costruttivo e critico l’Intelligenza Artificiale, si scompongono brani canori e strumentali con piattaforme ed app come Suno, Moises, Lalal.ai, permettendo di suddividere i file audio in più tracce separate e dando modo di ascoltare, studiare, approfondire, sostituire le singole parti, dalla voce alla batteria, dalla chitarra al basso, dagli archi al piano, ecc.
Queste attività, all’interno di ambienti specifici, stabili e dedicati, possono essere certamente replicabili in altre scuole. Fondamentali sono però la definizione chiara di finalità ed obiettivi, la condivisione ed il coinvolgimento della comunità educante e del territorio, il reperimento dei fondi, una adeguata progettazione e realizzazione in un congruo arco di tempo, la continuità dell’azione didattica e di gestione degli spazi.
Si riporta qui, tra i vari prodotti multimediali, concerti ed eventi, un lavoro molto significativo dal punto di vista della trasversalità, approfondimento e ricerca sonoro-musicale svolto dal Laboratorio. L’esperienza didattica presentata nasce dalla partecipazione dei ragazzi di MU! al progetto “Ri | Gener |Azione” – all’interno di “Città in Scena”, Festival della Rigenerazione Urbana 2024, promosso e coordinato da Fondazione Musica per Roma con l’Università La Sapienza di Roma, svoltosi nella fase finale presso l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” e per il quale è stata vinta la relativa selezione.
Si trattava di individuare, nel territorio di collocazione del Liceo, uno spazio che potesse essere “ri-generato” a livello audio-visivo, offerto cioè agli utenti e abitanti in modo da poterne usufruire in modo più idoneo, consapevole, coinvolgente e partecipato rispetto alla situazione originaria, attraverso una operazione creativa concreta e realizzabile nell’immediato.

prima e con il progetto di video mapping
La scuola, collocata in pieno centro storico di Roma, sulla via di Ripetta, con ingresso da Piazza del Ferro di Cavallo ed inserita tra Piazza del Popolo, l’Ara Pacis, il Mausoleo di Augusto ed il Tevere, poneva certamente interrogativi sul come intervenire, vista la presenza e la delicatezza di un tessuto urbano così altamente denso e significativo da un punto di vista storico-artistico ed architettonico.
Con gli studenti ci si è però subito chiesti quale fosse in passato il rapporto dell’edificio scolastico – antico Palazzo Camerale – con il Tevere, dato che attualmente, dalla piazza ad emiciclo antistante l’ingresso all’Istituto, la vista del fiume è interdetta per la presenza dell’alto muraglione di protezione degli argini, costruito nella seconda metà dell’800 ed il cui terrapieno sostiene la strada veicolare del lungotevere, concepito per far fronte alle frequenti e disastrose inondazioni del fiume.
La curiosità ha messo in moto quindi un processo di indagine conoscitiva del paesaggio e dei luoghi quotidianamente frequentati dagli stessi studenti, permettendo di individuare suoni, materiali, foto, testi, immagini dell’area e del tessuto urbano circostante.
Si è scoperto che il luogo dell’attuale piazza era in realtà un porto, limitrofo e funzionale al più noto Porto di Ripetta e precisamente il “Porto della Legna”, così chiamato perché dedicato principalmente al deposito e trasporto di tronchi e materiale ligneo da destinare ai numerosi artigiani e botteghe presenti in città.
E’ nata così l’idea di ri-generazione urbana: proporre e ripristinare il rapporto originario dell’area antistante l’ingresso alla scuola – oggi Piazza del Ferro di Cavallo – con il fiume, immaginando di abbattere la parte bassa del fabbricato ad emiciclo ed il muraglione con il terrapieno retrostante lo stesso, aprendo la vista sul Tevere, cioè a quello che era il paesaggio naturale fino a poco più della metà dell’ottocento. Titolo per la ri-generazione urbana: “Ri-porto Ripetta”.
Naturalmente, non potendo effettuare in modo reale tale obiettivo, è stata messa in atto una modalità ideativa di tipo audio-scenografico, dove, in un ambito di realtà aumentata, la componente illusionistica ed immaginifico-evocativa costituiva il nucleo centrale sul quale concentrare l’intervento creativo.
Partendo da queste premesse è stata quindi ipotizzata un’operazione progettuale per un audio-video mapping che, attraverso delle proiezioni sulla parete dell’edificio basso dell’emiciclo, potesse permettere al fruitore/osservatore di ristabilire l’antico rapporto con il Tevere, posto quasi alla stessa quota dell’attuale piazza, con percezione uditiva e visiva del fiume e del paesaggio ad esso collegato, riva, alberature, percorso ed altri elementi naturali di flora e fauna.
Accanto alle immagini, acquisiva importanza l’ambiente sonoro dell’epoca e quindi sono stati individuati quei rumori, suoni, musiche che avrebbero dato il più adeguato climax acustico alla videoproiezione. In questo senso il Laboratorio Musicale e Multimediale MU!, ha approfondito ed elaborato tutta la parte audio dell’esperienza, utilizzando librerie sonore come, ad esempio, Freesound, ricerche informatiche di sonorità, registrazioni mp3, creazioni ed elaborazioni con editing musicali.

A livello tecnologico questa fase è stata dedicata all’importazione in postazioni informatiche e con successivo assemblaggio, di tutti i contenuti e file wav, aiff, mp3, jpeg, mov. mp4 individuati ed elaborati a livello creativo.
Sono stati utilizzati allo scopo app e software specifici, quali Logic Pro e Final Cut per l’editing, rispettivamente audio e video, consentendo un montaggio ed azioni di trattamento dei suoni e delle immagini fisse e in movimento, che permettesse di verificare e valutare le modalità, i tempi ed i materiali da trasferire nel mapping audio-visivo finale ipotizzato.
Il tutto si è concretizzato in un video illustrativo del progetto che, quale modello esplicativo, permetterà in prospettiva di realizzare il mapping in un contesto culturale cittadino, per una fruizione collettiva qualificata e programmabile negli eventi estivi previsti di Roma Capitale.
