
Tra le tante iniziative di formazione A.N.D.C.I., quella del secondo week end di Aprile ha visto direttori e cantori provenienti da varie zone d’Italia, alle prese con un repertorio poco conosciuto ed esplorato. Petrassi, Bettinelli, Rota, Pizzetti, i nomi più noti, ma anche Colacicchi, Soresina, Bossi, Paribeni, Lenardon, Somma e Tocchi attraverso i quali si è potuto aggiungere un tassello alla storia della musica corale e non solo: notoriamente l’arte racconta la storia, ne descrive le parabole, ne traccia le tappe, così questi autori raccontano l’Italia del ‘900, il secolo che ha visto due guerre mondiali, che ha vissuto il ventennio più buio della nostra storia nazionale e la successiva ricostruzione. Mauro Marchetti, eccezionale guida in questo percorso e grande narratore, ha tracciato una rete di connessioni tra gli autori oggetto di studio mostrando profonde interconnessioni e, in virtù della sua lunga e densa carriera da cantore e da Direttore, ha regalato ai corsisti spaccati di vita vissuta a contatto con alcuni di questi autori o con i loro eredi. Petrassi e la musica corale del Novecento
È indubbio che certa musica risulti oltremodo difficoltosa da cantare e da comprendere sebbene più vicina al nostro tempo rispetto a repertori più antichi, se non altro perchè ad oggi ancora poco eseguita. Una delle motivazioni per cui i cori si accostano poco a questo repertorio però è il fatto che questi autori, come ci insegna Marchetti, scrivevano per cori professionistici spingendo le voci all’estremo delle tessiture: agli inizi del ‘900 e fino agli anni ’60 circa, i cori amatoriali erano realtà poco diffuse e, laddove ve ne fossero, avevano una vocazione principalmente popolare. Oggi le cose sono cambiate per quanto concerne sia la diffusione territoriale che la preparazione tecnica dei cori amatoriali, eppure ci si accosta ancora con una certa resistenza a questa musica e la proposta formativa di A.N.D.C.I. ha sicuramente contribuito a far crollare alcune di queste barriere.
Non secondario al piacere del fare musica insieme è stato il luogo che ha ospitato il workshop: Palazzo Rospigliosi di Zagarolo, con le sue linee severe e nitide dell’esterno e gli interni riccamente decorati, il Palazzo ducale sorge su un preesistente castello medievale già proprietà della famiglia Colonna e nel 1670 divenne residenza dei Rospigliosi: nuovi duchi di Zagarolo. Le decorazioni manieriste che narrano la vittoria nella battaglia di Lepanto, le grottesche e le effigi della famiglia Colonna hanno dialogato con il ‘900 grazie alla maestria di Mauro Marchetti e alle voci dei coristi A.N.D.C.I. All’esterno del palazzo cieli sereni e rintocchi di campane domenicali, bambini che giocano in piazza e una cittadina adagiata sul tufo. Petrassi e la musica corale del Novecento
