
Lo scorso dicembre, presso il Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei, si è tenuto il Giubileo dei Direttori di Coro Italiani. Primo del suo genere, ha concluso gli eventi in programma per tutto l’anno Giubilare, grazie all’ineccepibile organizzazione dell’ANDCI e dell’instancabile impegno del suo presidente Roberto Maggio. Anche io, come molti altri Direttori di Coro provenienti da tutta Italia, ho avuto il piacere e l’onore di prendervi parte e di aver cantato, dopo due giorni di lavoro intenso ma gratificante e formativo, al Concerto conclusivo.

Ci siamo ritrovati al Santuario di Pompei, carichi di entusiasmo, il 27 dicembre. Ad accogliere i circa 70 coristi, oltre a Roberto Maggio e a Mons. Mocerino, c’era il M° Mauro Marchetti, incaricato dall’ANDCI quale abile ed esperto traghettatore e guida durante questi due giorni di prove in vista del concerto finale. Non era il solo ad attenderci. Con lui c’era anche Padre Matteo Ferraldeschi, personalità coinvolgente dalla lunga esperienza corale, chiamato a preparare i brani che avrebbero animato la S. Messa che ha preceduto il Concerto conclusivo.
Sin dall’inizio eravamo certi di uscire da questa esperienza fortemente motivati e con tanti insegnamenti che sarebbero diventati parte del nostro bagaglio professionale e musicale. In repertorio dieci brani inediti, composti appositamente per l’occasione e selezionati dalla Commissione Artistica ANDCI.
Il piacere più grande è stato quello di veder partecipare, sia come coristi che, come illustri spettatori, gran parte dei compositori dei brani eseguiti, il che ha reso l’esperienza ancora più significativa ed entusiasmante. È raro, e per questo infinitamente prezioso, avere la possibilità di poter chiedere direttamente a ognuno di loro informazioni e delucidazioni sul brano composto. A questo si unisce l’emozione indescrivibile di cantarlo insieme.

Il concerto di Natale, tenutosi il 28 dicembre alle ore 21 nella splendida cornice del Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario, è stato il culmine di questo breve ma intensissimo percorso. Con Padre Matteo Ferraldeschi, prima del concerto, abbiamo animato la Santa Messa con brani della tradizione natalizia che hanno toccato l’anima di noi coristi e dell’assemblea.
Ad aprire la serata sono stati il Pompei Children’s Choir diretto dal M° Rosario Senatore e il Coro giovanile InCanto di Cava de’ Tirreni da me diretto. Dopo l’esibizione dei due cori ospiti, è giunto il tanto atteso momento del Coro composto da tutti i Direttori partecipanti. La tensione era alta ma l’entusiasmo talmente forte da far sì che non avvertissimo la legittima preoccupazione per il breve tempo avuto a disposizione per curare a fondo i dieci brani in programma.
L’incipit del Concerto è stato affidato al delicato e armonioso Ecce Ancilla di Angelo Bernardelli. Subito dopo, è stata la volta di Salvo Gangi e la sua composizione O Nata Lux, brano maestoso e dalle sonorità penetranti. Con Sub Tuum Praesidium di Valentino Miserachs si è tornati alla struttura accordale e cadenzata mentre The Miracle of Christmas di Monica Nasti ha conferito un tocco di internazionalità al concerto.
Quinto brano in programma, su una poesia di Trilussa in romanesco, è stato L’Ave Maria di Stefano Puri che, col suo testo ricco di significato, ha coinvolto emotivamente il pubblico.
A metà programma è arrivata la svolta ritmica con Alessandro Kirschner e il brano Exulta filia.
Con ritmiche più pacate, siamo passati all’ascolto di Puer natus, scritto dal vulcanico Guido Messore.
A seguire, A ciel Sereno di Annalia Nardelli caratterizzato dal delicato passaggio testuale dall’italiano al polacco e in cui ho avuto l’onore e il piacere di cantare un passaggio solistico.
Ultimi due brani in programma sono stati San Giuseppe di Giorgio Susana basato su incalzanti passaggi imitativi e Michele Turnu con la sua coinvolgente O sola magnarum.
Questi due giorni di lavoro hanno lasciato un grande segnale: la coralità è viva.
Mettersi in gioco con determinazione, spinti dal desiderio di superare i propri limiti e di affinare costantemente le proprie capacità è obiettivo del singolo direttore e prerogativa dell’ANDCI. Nel percorso di studio collettivo i maestri hanno avuto un ruolo fondamentale. Con pazienza e grinta, lavorando su respiro, intonazione, dinamiche, fraseggio e altri aspetti espressivi e interpretativi, sono riusciti ad ottenere da tutti il meglio. Questi momenti non sono stati solo di perfezionamento musicale, ma vere e proprie occasioni di crescita personale e collettiva, dove il divertimento si è intrecciato con la serietà dell’impegno, portando ciascuno di noi a superare insicurezze e a sentirsi parte di un gruppo affiatato.
Un doveroso ringraziamento finale a Mons. Pasquale Mocerino che ci ha aperto le porte del Santuario e a tutti coloro che hanno reso possibile l’organizzazione e la buona riuscita dell’evento. Io sono già pronto per il prossimo appuntamento, e voi?
