Voci Bianche e Giovanili

Dirigere il Coro di Voci Bianche

Conducting the Treble Voice Choir

La rivelazione

Nella mia vita come direttore di coro, ho avuto modo dall’ormai lontano 1989 di lavorare con cori di tutti i generi: cori misti, femminili, maschili, giovanili e di bambini, facendo cantare coristi dall’età di 4 anni sino a quella di 94, il mio corista più anziano.

Ad ogni coro che dirigevo, proponevo sempre la costituzione di una sezione di voci bianche, ed ho contato di aver contribuito negli anni alla nascita di ben 6 cori di bambini di cui due di soli maschietti e uno di sole bambine. Questo ha fatto si che nel coro degli adulti nel corso degli anni si potessero aggiungere molti ragazzi e ragazze giovani che davano linfa e vitalità con la freschezza delle loro voci alla compagine maggiore, contribuendone la buona salute ed il proseguo dell’attività musicale per molti anni ancora.

I cori di bambini furono fin dall’inizio un’esperienza speciale, sia per la motivazione – la fonte dalla quale sarebbero arrivati i cantori nel coro adulto – che per la responsabilità di uno speciale trattamento musicale e pedagogico, indispensabile per riuscire a fare un lavoro dignitoso.

Fu soprattutto una scoperta, per me quasi una rivelazione! I bambini amano cantare, perché amano comunicare le loro emozioni, e questo mi ha fortemente colpito ed emozionato sin da subito, vedendo che i cantori avevano la capacità di comunicarmi totalmente e senza filtri il loro entusiasmo verso la potente espressione del canto corale.

La scelta consapevole

Nel corso degli anni, aumentando di visibilità il mio nome come direttore, cresceva anche la richiesta di condurre numerosi cori con i quali lavoravo settimanalmente. Mi sono reso conto sin da subito che questo però non mi permetteva di operare con la necessaria tranquillità.

Diventava quasi impossibile trovare il tempo per pianificare scrupolosamente le prove ed i vari progetti con i singoli cori.

Con il passare degli anni ho limitato perciò la mia attività unicamente al gruppo con il quale lavoro ora, il Coro voci bianche Garda Trentino di Riva del Garda. L’unico gruppo di bambini da me fondato senza la finalità di formare voci per il coro adulto ma che nasceva come entità completa e sufficiente a se stessa, così com’era. Il mio coro ideale quindi.

Posso dire che lavorare con i miei bambini e ragazzi è sicuramente stata la gioia e la soddisfazione più grande nella mia vita di direttore di coro: formare le voci dei piccoli sin dall’inizio, aiutando i bambini che fanno fatica ad intonare, sino a farli diventare magari dei solisti, creare un repertorio scritto e composto espressamente su misura per loro.

Il coro di voci bianche è al momento in Italia lo ‘strumento’ musicale che più di tutti si occupa di musica contemporanea.

Sovente i cori di bambini eseguono perciò esclusivamente brani composti da autori viventi, spesso e volentieri composti per loro su commissione, dando perciò un grande impulso anche al mio lavoro di compositore: scrivere e poter sentire le proprie creazioni musicali, in stretta collaborazione con il mio coro.

La motivazione

Affinché le famiglie ed i cantori si convincano della bontà e della qualità del percorso proposto, ho ormai da anni attuato la scelta di proporre progetti il più possibile qualificanti ed importanti. Ai nostri giorni il coro è solo una tra decine di opportunità che i nostri ragazzi hanno a disposizione, perché dovrebbero proprio venire qui, invece che fare attività sportive o di altro tipo? E perciò non si contano le ore nel valutare e soppesare progetti ambiziosi, come la partecipazione a Festival o a concorsi, sia in Italia che all’estero, momenti di studio con importanti personalità del mondo corale, progetti discografici unici, magari a carattere tematico, monografico o altro, costruiti su misura per i piccoli cantori del coro, le settimane di studio su temi particolari come il canto gregoriano o la musica dei compositori contemporanei, con lo studio di nuovi brani composti su commissione, l’organizzazione di giornate di lavoro assieme in qualche bel luogo che sia di montagna o al mare.  In particolare, la settimana studio-vacanza è stata negli anni un mezzo molto efficace per imparare nuovi repertori e per fare gruppo, lontani dalle famiglie, ma con l’ausilio anche di esperti esterni che possano dare quell’interesse in più e quello stimolo a sempre migliorarsi, sia da parte del gruppo, che specialmente da parte del direttore!

Le problematiche e l’aspetto educativo

Certo non è tutto rose e fiori: un giorno un grande maestro mi disse: Enrico, bisognerebbe educare i genitori!

I momenti delicati e difficili ci si presentano davanti agli occhi a volte quando meno ce lo aspettiamo; ad esempio i coristi che dopo un percorso di soli due o tre anni all’interno del gruppo, quando stanno davvero cominciando a fiorire ed a impossessarsi della propria voce e del proprio stare in coro, comunicano la loro scelta di lasciare il gruppo.

I motivi possono essere molteplici: diversi interessi che il cantore sviluppa nel tempo, sia di carattere sportivo o altro, oppure più spesso, problemi all’interno del nucleo famigliare che ne rendono problematica la partecipazione alle prove ed ai concerti, con la necessaria serietà e costanza. C’è perciò lo scottante tema dei genitori, dove non sempre si riesce a far capire loro la necessità e l’importanza della partecipazione del figlio alle attività del coro, per motivi musicali ma anche extra-musicali, quali l’apertura e la condivisione del proprio mondo interiore con gli altri, la gestione delle proprie emozioni e la disciplina e il rispetto delle regole all’interno del gruppo: arrivare in orario e partecipare alle attività programmate, mantenere un comportamento rispettoso verso i propri compagni sono aspetti che insegnano al corista la capacità di concentrazione e di tenere e mantenere il sangue freddo anche nelle situazioni più difficili che si possono presentare nella scuola e nella vita in generale. Dopo aver cantato ad un concorso nazionale od internazionale che sia, magari come solista, dopo aver fatto numerose registrazioni per un nuovo CD con ore di take anche dello stesso brano, cosa volete mai che sia in confronto l’interrogazione della propria maestra o dei professori?

La gratificazione

Vogliamo poi parlare dell’assumersi la responsabilità al cento per cento del risultato artistico a concerti ed a concorsi corali, dove con i bambini non c’è trucco e non c’è inganno! Non ci si può avvalere dell’utilizzo degli aggiunti per ben figurare o per vincere dei premi, la preparazione vocale, psicologica, musicale e tecnica, saranno solo affidati alla tua responsabilità ed al tuo sudato lavoro, sia nel bene che nel male.

Cosa ci può essere allora di più gratificante e soddisfacente per un direttore di coro? Nessun gruppo corale di altro tipo ha avuto la capacità di darmi le stesse belle, forti e durature emozioni e soddisfazioni.

Per questo gioisco quando vedo un nuovo giovane direttore di voci bianche e lo incoraggio con forza e convinzione a proseguire in questa strada, sapendo che tale speciale compagine corale gli potrà dare una grande gratificazione lavorativa, musicale ed umana, contribuendo assumendosene la responsabilità del gruppo, a migliorare sé stesso. Una delle cose più belle è rivedere ex cantori, ora adulti, che ti ricordano e si ricordano della loro esperienza nel coro come uno dei passaggi fondamentali nella loro vita.

Proprio così come scrisse l’amico Mario Mora alcuni anni fa: Il coro di Bambini, dono e responsabilità di un cammino artistico.

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