Vetrina Corale Italiana

Ennio Morricone e la Musica Corale

Iniziamo questa rubrica dedicandone l’apertura a un compositore che ha scritto molto per coro, simbolo ormai dell’italianità nel mondo: Ennio Morricone, scomparso il 6 Luglio scorso. Di lui è stato detto tanto, ma forse la sua produzione corale – al di là delle colonne sonore – è ancora in attesa di essere valorizzata e riscoperta. Vi presento quindi una piccola sintesi delle chiacchierate avute con alcuni maestri che hanno collaborato con lui: Paolo Lucci, Mauro Marchetti, Fabrizio Barchi.

Il primo mi ha parlato delle sue composizioni per voci bianche: «Devo a Morricone molto. E’ stato il primo grande compositore che ha creduto in me, quando ero direttore giovanissimo di un coro di voci bianche sconosciuto. Venni messo alla prova con la prima colonna sonora, Chi l’ha vista morire (1972)[1]; dodici brani molto complessi, solo per bambini. Il maestro rimase molto contento, e iniziarono così 30 anni di collaborazione con il coro che intanto prese come nome ARCUM; ho registrato tutte le sue colonne sonore fino al 2003, tra cui anche Salò di Pasolini». Proveniva dall’ARCUM anche il solista che canta ‘Miserere’ in The Mission. «Morricone si fidava ed aveva una grande stima per me. Questo mi ha sempre inorgoglito. Ma nello stesso tempo era molto esigente, pretendeva sempre la perfezione».

Accanto alla produzione per il cinema, Morricone ha vissuto una dicotomia con la musica da concerto, più libera e quindi terreno per sperimentazioni e creatività anche al di fuori di un ambito tonale facilmente comprensibile. Rientrano in questo gli Scioperi su sonetti di Pier Paolo Pasolini. «Si tratta di brani di notevole difficoltà, con combinazioni ritmiche complesse[2]. L’ultima composizione per coro di voci bianche è stata Arcate d’archi con bambini. Molti altri brani da concerto sono stati incisi dall’ARCUM ma mai distribuiti: si tratta di brani che richiedono una pazienza, una costanza, una dedizione e una capacità che sono difficili da trovare ormai. Oggi i cori di voci bianche eseguono musica molto meno difficile, il livello si è molto abbassato».

Nel coro del M° Lucci cantava un giovanissimo Mauro Marchetti, che di Morricone avrebbe poi eseguito sue musiche e preparato i cori per concerti diretti dallo stesso compositore: «Da piccolo non mi rendevo conto di chi fosse. Aveva un atteggiamento scherzoso, ci metteva a nostro agio, era molto esigente ma sempre sereno. Possedeva una conoscenza perfetta dell’orchestra, e solo dopo anni, dirigendo il ‘Città di Roma’, ho apprezzato la sua concezione del coro, da lui trattato in senso strumentale, spesso lasciato anche un po’ indietro come volume. Di lui ho in cassetto un Amen per 6 cori, mai eseguito, lineare e consonante, diverso dai suoi brani corali da concerto».

Salutiamo il M° Marchetti con la speranza di poter sentire presto dal vivo questo Amen, e concludiamo la nostra piccola chiacchierata con il M° Fabrizio Barchi.

«La nostra collaborazione cominciò con lo spot di una carta di credito, caratterizzato da uno stile percussivo e a temi sovrapposti, già sperimentato in ‘The Mission’. Il coro aveva come nome ‘Accademia Polifonica di Roma’. Nonostante l’organico fosse composto da ragazzi giovanissimi, e la musica complessa, la nostra collaborazione andò sempre molto bene, perché apprezzava il fatto che i ragazzi fossero sempre ben preparati. E così registrammo Lolita[3], Il Quarto Re[4], La Casa Bruciata[5], Il Fantasma dell’Opera[6], Al di là dei Sogni[7] e altri film dove le parti corali erano importanti. Si fidava anche delle mie verifiche, a volte; ricorderò sempre le nostre discussioni al telefono. Negli anni il coro cambiò nome, diventando ‘Musicanova’. Tra l’altro registrammo la ‘Ninna Nanna per Novecento’ del film Il Pianista sull’Oceano, e le musiche (bellissime!) per Vatel[8], con un coro imponente in stile Händeliano».

«Il suo modo di trattare la composizione corale era più strumentale che vocale, spesso chiedeva virtuosismi vocali, i soprani avevano tessiture molto acute. Le sue richieste erano puntigliose e fino a che la cosa non funzionava, non si dava pace. Mi sono rapportato a lui sempre in modo umile, percepivo la sua grandezza. Cercavo sempre di preparare il coro nel migliore dei modi perché era scrupolosissimo sul lavoro, e se qualcosa non gli tornava era facilmente irascibile. La mia gioia più grande è stata soprattutto l’aver potuto dare ai miei cantori queste opportunità. Nei giorni successivi alla sua morte, diversi di loro mi hanno ringraziato per quelle esperienze così importanti. Gli piaceva lavorare con i giovani, anche se appariva molto distaccato, formale. Con lui una parola era poca, due erano troppe».

 

[1] https://youtu.be/jigXZd8vSKA, il coro era il primo nucleo di quello che poi verrà denominato “ARCUM”

[2] Al link https://www.youtube.com/watch?v=MS5p4o0yllk è possibile ascoltare il brano, eseguito presso l’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma.

[3] https://www.youtube.com/watch?v=FpESZz65Xv0&list=PLpIVur7e8pvaV7p_4OfvQ2g1KdrHCrmGd

[4] https://www.youtube.com/watch?v=S4A2SDBxps8

[5] https://youtu.be/rfWvwuaaGOw

[6] https://www.youtube.com/watch?v=pm8vJ2k0bxs

[7] Molto curiosa la storia musicale del film: Morricone compose le musiche, ma non vennero mai usate, perché giudicate dal registra “troppo importanti”.

[8] https://www.youtube.com/watch?v=AIA4gnfyxTE&list=PLhvzEDt0GtgqCK6fLKJKYfWgeVONJyoXn

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