La Bottega del Compositore

Parole che Suonano

parole che suonano

Nel mondo corale accade a volte di trovare persone che, con tantissima perseveranza, riescono a realizzare eventi unici e dalla connotazione culturale altissima. Una di queste è Alessia Calcagni, pianista e direttrice di coro romana, discepola di Bruna Liguori Valenti, già appassionata organizzatrice di rassegne dedicate a compositori viventi di musica corale.

Durante il periodo di lockdown, nel momento più buio della storia mondiale degli ultimi 70 anni, la Calcagni ha ideato e organizzato una rassegna virtuale dedicata ad una apprezzata autrice di testi, Elisa Gastaldon, che è anche una direttrice di coro e una didatta, distribuendo una silloge dei suoi testi ad alcuni dei più noti compositori corali italiani, diversi per stile musicale, formazione e campo di azione, e coinvolgendo un gruppo di cori tra cui alcune delle più interessanti realtà giovanili italiane oltre a gruppi già affermati.

Dulcis in fundo, ha scritto pure una simpaticissima canzoncina come sigla, destinata a diventare una futura hit per voci bianche. Il risultato è stato un caleidoscopio di video musicali trasmessi poi online, in streaming, in tre puntate, intervallati dalle interviste della Calcagni ai singoli autori, momento questo che poteva forse avere una maggiore fluidità.

CORALITÀ VIRTUALE IN AZIONE

Ben 497 persone tra compositori, coristi, direttori e tecnici si sono prestati (gratuitamente) con grande entusiasmo e hanno realizzato dei piccoli gioielli in quello che sembra essere ormai diventato un genere multimediale a sé stante. Il tutto è stato editato e montato professionalmente da Alessandro Quattrociocche negli studi della romana Angelika Vision di Claudio Zamarion. Hanno patrocinato l’evento il MIUR, tramite la sempre attivissima Annalisa Spadolini, e Radio Vaticana, che ha mandato in onda l’evento a cura di Luigi Picardi.

La Rassegna ha riscosso un notevole successo nel vasto mondo corale italiano, confermando l’intuizione della Calcagni, sia per la formula innovativa che per i contenuti musicali.

I 14 compositori che hanno partecipato alla Rassegna con un’opera in prima esecuzione sono stati Andrea Basevi Gambarana, Roberto Brisotto, Piero Caraba, Guido Coppotelli, Manolo Da Rold, Lorenzo Donati, Gianmartino Durighello, Giovanni Guaccero, Alessandro Kirschner, Mario Lanaro, Mauro Marchetti, Enrico Miaroma, Giorgio Susana, Tullio Visioli.

LA PASSIONE E LE SUE CONSEGUENZE

Oltre all’entusiasmo, il risvolto più immediato della rassegna sembra essere stato lo sdoganamento definitivo di un genere inaugurato alcuni anni fa da Eric Whitacre con il suo virtual choir e che ora sembra avere caratteristiche proprie, sia in campo visuale che musicale.

Questo aspetto è stato rappresentato da tutti i video e da alcuni in particolare (ad esempio quelli del Coro Emil Komel, del Città di Roma, dell’Alma Vox e delle ragazze del With Us, che aggiungono alla musica una propria narrativa per immagini) e colto da alcuni compositori tra cui Lorenzo Donati, che ha proposto un brano “componibile” formato dall’assemblaggio di 6 composizioni a sé stanti, dimostrando un’innata tendenza all’innovazione.

I testi della Gastaldon, spesso molto diversi tra loro, hanno confermato un’autrice dalla personalità ricca di sfumature, dalla grande sensibilità poetica e musicale.

Vista attraverso lo specchio della rassegna, la nostra coralità, con cori di ogni genere e di ogni età, sembra rivelare un aspetto “inglese”: si nota una pluralità di approcci, con molte esecuzioni dedicate a un repertorio d’autore occhieggiante al “pop”, insieme a brani che mostrano la ricerca di uno stile colto (bellissimo vedere tanti ragazzi cantare appropriatamente repertori raffinati) e ad altri che si ispirano ad uno stile americano, con lussureggianti armonie di note aggiunte.

QUATTORDICI SFUMATURE D’ARCOBALENO

Un aspetto importante messo in rilievo da questa rassegna è la difficoltà (e insieme la necessità) di scrivere musica su testi in italiano contemporaneo.

Questo ha portato a una pluralità di scelte tecnico-compositive molto diverse: dai trattamenti madrigalistici del testo all’uso ripetuto di parole-fonemi, dalla rivisitazione della ciaccona e del fugato al ritorno alla nobiltà espressiva del primo Novecento fino alla facilità melodica leggera, probabilmente ritenuta più adatta alla coralità giovanile e, forse, segno della ricerca di nuove strade nella intonazione dei testi e di un immaginario musicale contemporaneo contaminato da diverse forme di espressione (la canzone pop, il repertorio liturgico moderno, la musica da film).

Un’ulteriore riflessione è quella sull’importanza delle fasi di produzione e post-produzione audio, in cui viene richiesto tanto lavoro tecnico, creando quindi un genere spurio, tra musica dal vivo e musica ricreata in studio. Ciò ha stimolato alcuni direttori ad acquisire approfondite conoscenze tecniche per auto-produrre i propri brani, competenze che rimarranno in campo anche quando il virus sarà scomparso.

La rassegna omaggio alla Gastaldon testimonia la necessità di avere testi per musica significativi perché la coralità italiana possa crescere, dato che un repertorio in lingua scritto da autori contemporanei può essere una importante motivazione per i nostri coristi.

Allo stesso tempo è evidente il bisogno di ricercare una scrittura musicale che, alla comunicativa melodica, aggiunga la profondità della ricerca tecnico-espressiva.

DUE CHIACCHIERE CON ALESSIA CALCAGNI: LA FORZA DELLA PASSIONE

Da cosa è nata questa rassegna?
Dal mio desiderio di valorizzare l’attività degli autori di testi per musica, solitamente trascurati rispetto ai compositori. Inizialmente l’avevo pensata come una costola della Rassegna Compositori.

Perché la scelta di iniziare da Elisa Gastaldon?
Amo la sua capacità di comunicare emozioni, pensieri e immagini attraverso una poesia concisa e apparentemente semplice.

Quali sono state le cose che ti sono sembrate più da ricordare, oltre al successo artistico e di pubblico della rassegna?
La possibilità di coinvolgere cori e direttori anche molto lontani da Roma e di raggiungere un pubblico molto più vasto che con le rassegne dal vivo. Per i cori coinvolti, abituati alla socialità e al rapporto col pubblico, è stata l’occasione di poter continuare a lavorare durante il lockdown con una finalità ben precisa; questo è stato sicuramente uno stimolo alla resilienza in un periodo così difficile.

Cosa vorresti aggiungere in coda a questa intervista?
È stato un momento di grande condivisione tra tutte le persone coinvolte; ho notato una sincera, profonda interazione tra compositori e direttori e questo mi è piaciuto molto.

Hai progetti simili per il futuro?
La prossima rassegna per autori di testi, che vorrei dedicare a Franca Renzini.

DUE CHIACCHIERE CON ELISA GASTALDON: LE AFFINITÀ ELETTIVE

Quando hai cominciato a scrivere poesie e testi?
La mia esperienza come autrice di poesie inizia fin da piccola. Lo studio, l’amore per la letteratura e quello per la musica hanno poi reso consapevole il percorso.

Scrivi e basta o lavori in collaborazione con il compositore?
Scrivo molto e in genere scelgo io i soggetti, le tematiche e a chi proporre i testi che scrivo. È però frequente mi venga chiesto dai compositori di creare testi, indicandomi la tematica da affrontare e la tipologia di coro. Il percorso di una commissione mi piace e mi stimola parecchio.

T’informi prima sullo stile del compositore che ti chiede un testo?
Con il compositore avviene una sorta di “presentazione musicale” attraverso la condivisione di lavori pregressi. Per me è importante conoscere la tipologia di linguaggio verbale che lui stesso cerca. Recentemente ho avviato delle bellissime collaborazioni con compositori che hanno scritture corali molto preziose, come Giulio De Carlo, che ha composto con me due bei brani per coro misto, “Oceani nuovi” e “Divino”, e Palmo Liuzzi, che ha scritto brani per voci bianche freschi ed eleganti.

Conosci compositori con cui hai stabilito un particolare rapporto?
La prima collaborazione, tutt’ora in corso, è avvenuta con Maurizio Santoiemma che musicò con grande fantasia e creatività testi destinati a cori di bambini. Proficua è stata anche la collaborazione con la compositrice Cristina Ganzerla. Quando ci sono affinità artistiche e mentali alimentate da stima e fiducia lavorare insieme diventa naturale.

Quali stili musicali pensi si adattino di più ai tuoi testi? O dipende da caso a caso?
I miei testi sono abbastanza ermetici ma cerco di tener saldi due punti fondamentali: il testo deve essere comprensibile e deve veicolare chiaramente il messaggio. Allo stesso modo è importante lasciare uno spazio di libertà interpretativa in cui ogni sensibilità possa far abitare il proprio vissuto e le proprie emozioni. Un bravo compositore saprà far volare le immagini del testo attraverso la musica.

Perché credi che i tuoi testi siano così adatti ad essere musicati?

I compositori che lavorano sui miei testi dicono che leggendoli vi trovano una musicalità intrinseca. Ho iniziato lo studio del pianoforte a cinque anni e una delle cose che più mi piaceva era inventare dei testi da sovrapporre alle musiche dei vari brani da studiare.

Hai dei riferimenti o delle influenze letterarie per le tue creazioni?
Ogni libro, opera, poesia che leggo lascia in me un segno. Ho sempre avuto una naturale attrazione verso l’ermetismo di Ungaretti, amo molte poesie di Giorgio Caproni e leggo ogni volta con rinnovato stupore le liriche di Alda Merini. Ciò per cui nutro profonda venerazione è certamente la poetica di Emily Dickinson, su cui ho scritto vari testi.

 

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