Mondo Scolastico

Innovatività e Ricerca nella Scuola di Oggi

Innovatività e Ricerca nella Scuola di Oggi

“Un’ora di lezione può cambiare una vita”. È in questa potente ed immaginifica frase di Massimo Recalcati che si possono racchiudere il potenziale e l’eccezionalità del mondo della Scuola. Nella concretezza vissuta dagli insegnanti possiamo dire di essere di fronte ad una vera e propria sfida che magicamente si raddoppia se i docenti in campo sono quelli di Musica.

Perché possa infatti esistere e permanere un reale intervento di qualità da parte degli insegnanti musicisti sono necessarie una serie di conditio sine qua non. Prima di tutto deve essere superato il nodale conflitto tra artisticità e didattica arrivando a conquistare, ogni docente, una piena dignità professionale sul piano della didattica stessa. Sono indispensabili poi delle scelte legislative ed organizzative coraggiose e lungimiranti per poter dare una direzione positiva al lavoro con gli studenti e sentire valorizzato il percorso che si sta costruendo. Ed è inoltre necessario avere intorno un reale sostegno nella realizzazione di percorsi formativi incentrati sullo sviluppo della pratica musicale.

A lavorare per rendere concreta questa complessa congiunzione astrale ci sono molte forze al lavoro e tra queste ce n’è una autorevole e influente che rappresenta un vero e proprio ponte tra i docenti di Musica di ogni ordine e grado e l’Amministrazione centrale: il Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti. Istituito nel 2006 e rinnovato da tutti i Ministri in carica dal 2006 ad oggi, è attualmente in vigore con D.M. 110 del 7 Febbraio 2018. Si tratta di un organismo completo e complesso composto da esperti tecnici, didatti, pedagogisti, docenti, dirigenti scolastici, artisti di chiara fama e da tutti i vertici dirigenziali del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. I suoi compiti sono di supporto, consulenza, progettazione, coordinamento, monitoraggio e proposta nei confronti dell’Amministrazione centrale.

Il lavoro del Comitato ha risultati concreti, tangibili e presenti limpidamente nella strada di ogni docente di Musica: il ‘Concorso Indicibili (In)canti’, il ‘Premio Abbado-musica insieme’, il ‘Premio Abbiati per la Scuola’, i progetti ‘Rossini va a scuola’ e ‘Il Jazz va a scuola IJVAS’, la Rassegna ‘Settimana nazionale della musica a scuola’ sono solo alcune tra le iniziative organizzate e curate dal Comitato che hanno impegnato e stimolato direttamente e concretamente l’intero mondo Scolastico musicale italiano.

Coordinatrice del Nucleo Tecnico operativo del Comitato presso il Ministero dell’Istruzione è Annalisa Spadolini, musicista ed insegnante che il mondo della Musica nella scuola lo vede, lo vive e lo ascolta in una dimensione polifonica: occhi e mani nei decreti, mente che legge nelle pieghe delle difficoltà concrete dei docenti, cuore che batte caldo nell’ascoltare orchestre e cori scolastici. Le chiedo di rilasciarmi un’intervista pur sapendo, conoscendola e collaborando con lei da qualche tempo, di trovarla certamente molto impegnata e completamente immersa nel suo lavoro. Come immaginavo, è disponibile e lieta a condividere i dati derivanti dai suoi documenti di Coordinatrice.

I vari progetti nazionali e regionali del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti – spiega Annalisa Spadolini – hanno coinvolto tutte le Provincie italiane, le Istituzioni di ambito per la Formazione docenti, le scuole ad indirizzo musicale d’Italia, i licei musicali e coreutici. I progetti hanno avuto la collaborazione della maggior parte dei Conservatori italiani e di circa 200 Associazioni territoriali accreditate presso gli UUSSRR (Uffici Scolastici Regionali) e il MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca). Si valuta che ci sia stato un indotto di partecipazione di circa 8.000 docenti (che hanno partecipato ai laboratori territoriali formativi) e 500.000 ragazzi coinvolti.

Le numerose attività del Comitato, i documenti e i provvedimenti emanati sono reperibili all’indirizzo del Ministero www.miur.gov.it/web/guest/comitato-musica e restituiscono un impegno a tutto tondo verso la valorizzazione della Musica nella scuola.

Attualmente – continua Annalisa Spadolini – nel territorio nazionale sono 18 le Istituzioni scolastiche, poli regionali singole o organizzate in reti, selezionate dagli UUSSRR per la promozione delle attività artistiche e musicali. Queste hanno realizzato, a livello regionale, attività di promozione della musica a scuola, laboratori territoriali per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, convegni e seminari per la diffusione dei contenuti del Decreto Legislativo 13 Aprile 2017 n. 60 e per la conoscenza di buone pratiche didattiche e delle migliori esperienze metodologiche italiane e internazionali, corsi di formazione per docenti, attività di concerti di opere musicali e di teatro musica e di performance a scuola con la partecipazione attiva degli studenti e la collaborazione di musicisti, artisti, attori, registi.

E c’è di più: da tempo il Comitato ha stretto una proficua collaborazione con I.N.D.I.R.E: (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), organismo che da oltre 90 anni è punto di riferimento per la ricerca educativa in Italia e questo connubio ha permesso una piena valorizzazione e condivisione delle buone pratiche musicali già in atto nella scuola.

La collaborazione con I.N.D.I.R.E. – spiega Annalisa Spadolini – nasce dalla domanda che sempre il Comitato si pone: cosa si può fare di innovativo per la musica a scuola? Il Comitato da anni opera nella direzione della innovatività e della Ricerca. Si avvertiva la necessità di archiviare, strutturare  gli  approdi   dell’impegno   profuso,    affinché    ciò    che era già stato prodotto (seminari, corsi di formazione, ecc.) potesse rimanere per il futuro una risorsa a disposizione di tutti i docenti italiani. Dall’ analisi dei bisogni è emerso immediatamente la necessità di provvedere alla formazione continua dei docenti di musica (anticipando in questo quanto poi normato dalla Legge 107): da qui l’immaginazione di un “luogo” dove essi potessero trovarsi e dove trovare le migliori pratiche di didattica nell’attività scolastica quotidiana, un repository che desse visibilità al lavoro nelle classi, valorizzando spunti esemplari, replicabili.

www.musicascuola.indire.it: questo è il sito web che ogni docente di Musica può e dovrebbe visitare trovando 100 e più prodotti video che presentano percorsi didattici musicali sperimentati e presentati da docenti ricercatori, molti dei quali anche direttori di coro, selezionati  da  I.N.D.I.R.E-C.N.A.P.M.  Unendo efficacemente esperienza, competenze e creatività questi insegnanti di Musica illustrano percorsi d’eccellenza da replicare nel primo e nel secondo ciclo di istruzione.

Altra iniziativa che ha dell’eccezionale, di cui è promotore I.N.D.I.R.E. in collaborazione col Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti, è la rassegna musicale nazionale “La musica unisce la scuola” organizzata annualmente durante la Settimana della Musica. L’edizione del 2020, nell’eccezionalità della situazione vissuta dalla epidemia di coronavirus, si distingue per la sua straordinarietà: numerosi webinar, contributi ed esperienze realizzate con modalità a distanza da un Mondo scolastico che ha vissuto la musica nelle limitazioni imposte dalle disposizioni legislative volte a contenere il contagio da COVID-19.

Visionare circa 3400 video pervenuti da ogni parte d’Italia da ogni scuola italiana di ogni ordine e grado, progettare i webinar, coinvolgere gli artisti; vedere quanta bellezza e partecipazione ha messo la scuola italiana nel trovare un senso diverso al fare scuola a distanza, mi ha molto emozionato – confessa la Spadolini.

Sono ancora tutti visibili all’indirizzo www.lamusicaunisce.indire.it  i ricchissimi contenuti che hanno animato la XXXI Rassegna Nazionale della Settimana della Musica: esecuzioni strumentali e corali di alunni, performance e messaggi inviati da grandi artisti della musica italiana, preziosi e variegati webinar su vari aspetti didattici, organizzativi e legislativi del mondo della musica a Scuola. Sembra di toccare con mano una magia che un’immensa orchestra sta compiendo.

Innovatività e Ricerca sono anche e soprattutto questo: condivisione e valorizzazione. E chissà, magari le nostre lezioni di Musica “cambieranno” davvero la vita dei nostri alunni e magari anche la nostra.

 

MUSICA A SCUOLA IN TEMPI DI COVID 19

In merito all’attività didattica corale e strumentale nelle scuole in tempi di Covid-19 queste sono state alcune indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri,: “…le attività didattiche che prevedano l’utilizzo di strumenti a fiato o attività corali dovranno essere effettuate garantendo un aumento significativo del distanziamento interpersonale” (Verbale n. 82 del 28 maggio 2020); “…nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto)” (Verbale n. 104 del 31 agosto 2020).

Al conseguente smarrimento generale del mondo musicale scolastico, il Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti. si è attivato prontamente collaborando alla stesura della nota prot. DGOSV 16495 del 15 settembre 2020 che ha messo a fuoco i confini precisi entro cui è possibile muoversi per realizzare percorsi musicali corali o con l’utilizzo di strumenti a fiato: www.miur.gov.it/web/guest/-/circolare-n-16459-del-15-settembre-2020 il link per scaricare il documento. Alcune specifiche da segnalare sono queste: per le attività corali le indicazioni consentono al docente di fare lezione di coro senza mascherina qualora sia possibile stare ad almeno 2 metri dagli studenti, tra i coristi la distanza interpersonale laterale dovrà essere di almeno 1 metro e di almeno 2 metri tra le file (distanza riducibili con l’utilizzo di barriere fisiche). Punti fermi permettono di riaprire porte considerate irrimediabilmente chiuse. Rimangono criticità e oggettive difficoltà come la mancanza di ampi spazi in molte scuole o il divieto di ingresso a personale esterno impedendo di fatto il lavoro ai docenti esperti esterni. Fondamentale è comunque conoscere il “Protocollo di sicurezza scolastica anticontagio da Covid-19” prodotto dal proprio Istituto così da poter programmare il lavoro sulla base di indicazioni precise ed ufficiali stese dalla scuola in cui si presta servizio.

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