Il Decreto Interministeriale 176/22
0 0
Read Time:8 Minute, 58 Second

un nuovo assetto per l’indirizzo musicale

di Ciro Fiorentino (Referente Nazionale COMUSICA) e Massimo Orlando (Docente di Flauto traverso al Liceo Musicale “G.B. Grassi” di Lecco)

L’anno scolastico 2022/23 segnerà il passaggio dal modello didattico definito dal D.M. 201/99, che ha definito l’avvio del percorso ordinamentale per le SMIM (continueremo a utilizzare questo acronimo ancora a lungo per l’indiscutibile portata identificativa che le connota con efficacia da tanti anni), a quello previsto dal recente D.I. n. 176 del 1° luglio 2022 che dal prossimo a.s. regolamenterà ogni aspetto delle Scuole con percorsi a indirizzo musicale.

Si tratta di un decreto chiamato a normare il settore della Scuola che ha ricevuto, negli ultimi decenni, il maggior numero di adeguamenti normativi. Abbiamo avuto, nell’ordine, 3 Decreti che hanno regolato quella che era la sperimentazione musicale (1975, 1979, 1996) e siamo, ora, al secondo Decreto riguardante l’attuale assetto ordinamentale (1999, 2022); pensare che l’obiettivo di tanti interventi normativi possa essere quello di continuare a fare “come si è sempre fatto” non sarebbe sensato.

Nella nostra analisi cercheremo quindi di approfondire soprattutto le novità presenti nel testo normativo, limitandoci, per gli aspetti che risultano convalidati, alla loro segnalazione, eventualmente sottolineando il riconoscimento della fondatezza didattica di questi percorsi che da alcune delle conferme deriva.

Al fine di rendere più chiara l’esposizione, concentreremo la nostra attenzione sull’esame del testo normativo e sui risvolti organizzativi che ne derivano nell’immediato, evitando, per quanto possibile, di esprimere giudizi sui vari aspetti che tratteremo.

L’invito che intendiamo rivolgere a tutti gli operatori attivi nel settore educativo-musicale è, perciò, quello di concentrare l’attenzione sull’evoluzione delle procedure didattico-organizzative derivanti dalla nuova normativa e sulla possibilità/necessità di dare concretezza alle novità previste attraverso un percorso condiviso di adeguamento.

Prima di addentrarci nella disamina, dobbiamo ricordare che il D.I. 176/22 è un testo a cui si è giunti attraverso l’emanazione delle deleghe legislative previste, a scalare, dalla L 107/15 e successivamente dal D.Lvo. 60/17 con la conseguenza che, nella stesura di questo provvedimento, era impossibile derogare a quanto enunciato dai pregressi atti normativi; alla stessa stregua, sarebbe stato impossibile inserire novità da essi non anticipate. 

Cercheremo quindi, per quanto possibile, di distinguere, nella nostra esposizione, le novità introdotte dal nuovo Decreto da quanto, in realtà, è già definito dagli atti prescrittivi che lo hanno preceduto.

Partiamo quindi con la denominazione che passa da “Scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale” a “Scuole secondarie di primo grado con percorsi a indirizzo musicale”. Si tratta di una variazione che non rappresenta in alcun modo una modifica di carattere qualitativo, o la volontà di limitare il valore che nelle scuole deve essere attribuito a questa esperienza didattica, quanto piuttosto una sottolineatura del fatto che all’interno delle strutture sono presenti specifici percorsi, che, pur inseriti organicamente nell’impianto didattico dell’istituto e in un complessivo modello didattico-organizzativo delle attività musicali, mantengono e si caratterizzano per una forte impronta di indirizzo nei confronti dello studio di specifiche specialità strumentali. Infine, è utile ricordare che la denominazione non è stata introdotta dal D.I. 176/22 ma è in esso rievocata e utilizzata in coerenza con quanto indicato nel D.Lvo. 60/17 il cui Art. 12 è titolato appunto: «Scuole secondarie di primo grado con percorsi a indirizzo musicale». Pertanto, a seguito dell’emanazione del D.I. 176/22 siamo oggi chiamati ad aggiornare la struttura organizzativa delle SMIM, mentre la denominazione in oggetto sussiste già dal 31 maggio 2017, senza che ciò abbia sino ad oggi creato alcun problema.

Venendo agli aspetti strutturali, troviamo alcune importanti conferme:

  • l’assetto complessivo basato sulla presenza per ogni percorso di 4 diverse specialità strumentali, da cui deriva la conseguente assegnazione in organico di 4 cattedre di strumento con specifiche classi di concorso;
  • la ripartizione delle lezioni, che prevede momenti dedicati all’apprendimento strumentale, a quello teorico e alle attività di musica d’insieme;
  • la possibilità di organizzare i percorsi, in base alla scelta autonoma dei singoli istituti, in classi e corsi unitari o ripartendo gli alunni su più sezioni;
  • la conferma di tutto l’organico attualmente utilizzato per i corsi in essere a D.M. 201/99 per la riconversione nei nuovi percorsi a D.I. 176/22;
  • l’analoga conferma dell’attuale distribuzione dei corsi, sia per quel che riguarda le scuole in cui sono attualmente attivi singoli corsi a D.M. 201/99 sia nel caso di scuole ove siano attivi più corsi.

Le principali novità, o meglio gli aspetti che stanno impegnando maggiormente le istituzioni scolastiche in un’opera di riallineamento dei PTOF (Piani Triennali dell’Offerta Formativa), risultano essere più che altro una versione più vincolante di aspetti già contemplati nella norma attuale e si possono riassumere in:

  • una precisa ripartizione dell’orario delle lezioni di indirizzo, che l’Articolo 4, al comma 1, prevede siano svolte «per tre ore settimanali» e che, al comma 2, indica vengano così ripartite:

«Le attività, organizzate in forma individuale o a piccoli gruppi, prevedono: 

  1. a) lezione strumentale, in modalità di insegnamento individuale e collettiva; 
  2. b) teoria e lettura della musica; 
  3. c) musica d’insieme.»
  • un riferimento al numero di alunni minimo e massimo per annualità che, richiamando quanto previsto dai «parametri numerici fissati dall’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica, 20 marzo 2009, n. 81», viene quindi fissato tra 18 e 27.
  • l’obbligo di prevedere un Regolamento in cui siano riassunti i «Criteri per l’organizzazione dei percorsi».

Proprio l’osservazione di quanto deve essere obbligatoriamente inserito nel Regolamento, ci consente di sottolineare i fattori di maggiore interesse sul piano più generale e, come vedremo, anche su quello specifico cui questa rivista si rivolge.

Per quanto riguarda le tematiche generali, viene definitivamente posta l’urgenza di garantire, anche per il settore musicale di indirizzo, un’adeguata attenzione ai temi dell’inclusività, indicando, alla lettera d), che ogni istituzione scolastica che intende proporre alla propria utenza l’iscrizione ai Percorsi a indirizzo musicale deve garantire «modalità di svolgimento della prova orientativo-attitudinale per le alunne e gli alunni disabili e con disturbo specifico dell’apprendimento».

È un aspetto, questo, che certo non si risolverà con la semplice enunciazione ma che quantomeno è posto come punto irrinunciabile e che nel prossimo futuro richiederà un approfondimento sia metodologico sia disciplinare.

Alla lettera i) viene poi menzionata la possibilità di prevedere «forme di collaborazione, in coerenza con il Piano delle Arti di cui all’articolo 5 del decreto legislativo n. 60/2017, con i Poli ad orientamento artistico e performativo, di cui all’articolo 11 del medesimo decreto, e con enti e soggetti che operano in ambito musicale»: è un richiamo esplicito alla possibile collaborazione con il mondo delle associazioni e del terzo settore che favorirà di certo la possibilità di attivare interventi di supporto esterni.

Infine, alla lettera j) si definisce la possibilità di prevedere «eventuali modalità di collaborazione dei docenti di strumento per lo svolgimento delle attività di formazione e di pratica musicale nella scuola primaria ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 31 gennaio 2011, n. 8 nel rispetto di quanto previsto dalla contrattazione collettiva». Una possibilità che è resa reale da quanto indicato alla lettera a) che rimanda alle scelte didattico-organizzative dell’autonomia di ciascun istituto «l’organizzazione oraria dei percorsi» e, quindi, la possibilità di utilizzare parte dell’orario di servizio dei docenti in progetti destinati alla scuola primaria. Certo manca ancora molto per ipotizzare un inserimento organico di formazione specifica e di esperti disciplinari del mondo della musica nella scuola primaria, ma sarà non solo possibile, diremmo formalmente auspicabile, che colleghi di strumento con competenze in ambito vocale, meglio ancora di Direzione di coro siano direttamente utilizzati per la preparazione di cori scolastici.

Restano ora di reclamare con forza azioni coerenti e risorse per dar gambe agli intenti accennati da questo testo normativo, prevedendo sia un piano coerente, diremmo pluriennale, di adeguamento sul territorio della presenza di queste scuole, sia una conseguente copertura finanziaria finalizzata a rendere ciò possibile.
Non possiamo infatti negare che se da un lato la norma originaria, la L 107/15 fa effettivamente esplicito riferimento all’intento di potenziamento del settore, di un conseguente aumento di organici invece non si parla. Come accennato in apertura di questa riflessione, però, tale mancanza non può essere imputata al nuovo Decreto, in quanto l’invarianza di spesa era già prevista nei testi normativi da cui esso deriva. Va invece sottolineato che gli aspetti specifici previsti per il monitoraggio sono entrambi rivolti a verificare quanto messo in atto dagli UUSSRR in riferimento a due aspetti, l’equilibrio delle specialità strumentali e la copertura territoriale, entrambi in ottica di ampliamento; ciò a conferma del complessivo intento di potenziamento del settore che dovrà quindi trovare concretezza nei futuri atti di politica scolastica.

In conclusione, intendiamo richiamare l’attenzione sulla possibilità e sulla necessità di estendere, in quanto solo in parte già attivati, canali di informazione/formazione che vengono con forza richiesti e segnalati come indispensabili dalle scuole e dai colleghi.

Un intervento che dovrà vedere l’impegno dei diversi soggetti che operano nel campo della formazione del personale docente che possiamo individuare in tre filoni di riferimento:

  1. è lecito attendersi l’ampliamento delle proposte di formazione a livello centrale da parte delle strutture del Ministero preposte a tal fine; pensiamo in particolare al “Comitato per l’apprendimento pratico della Musica” e all’INDIRE (ente che del resto è formalmente richiamato a questo ruolo ai sensi dell’Articolo 11 del D.I. 176/22 che testualmente recita «il Ministero dell’istruzione, si avvale… della collaborazione dell’INDIRE per la documentazione e la raccolta delle buone pratiche delle istituzioni scolastiche, al fine di diffondere soluzioni organizzative e tecniche di eccellenza nei percorsi a indirizzo musicale»).
  2. è altrettanto necessario che si diffonderanno attività divulgative ad opera di associazioni di categoria, enti di formazione e forze sindacali, anche per dare risposte o dare voce ai non pochi dubbi interpretativi; del resto il presente articolo è una dimostrazione dell’intenzione anche di questa stessa rivista e dell’ANDCI di attivarsi a tal fine. Parimenti segnaliamo, a chi fosse interessato ad approfondire gli aspetti più tecnici, il sito di COMUSICA (Coordinamento dell’Orientamento Musicale www.comusica.name) su cui è possibile visionare diversi filmati tematici e usufruire di un servizio informativo all’indirizzo info@comusica.name.
  3. è auspicabile, infine, che a livello di Reti o di singole scuole si vada verso momenti e percorsi di formazione più specifici che consentano non solo di approfondire la normativa, ma ancor più di vagliare le ripercussioni didattiche che a questa sono sottintese.

About Post Author

Elisa Gastaldon

Elisa Gastaldon è diplomata in Pianoforte, Organo e Composizione Organistica e Didattica della Musica presso il conservatorio C. Pollini di Padova. Ha seguito i corsi di Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio A. Steffani di Castelfranco Veneto perfezionandosi in Didattica Corale. È Organista titolare presso la Chiesa di S. Giacomo a Montebelluna (TV). Ha approfondito, attraverso numerosi corsi di aggiornamento in Italia e all’estero, le varie metodologie per la didattica corale dirigendo attualmente più cori di voci bianche e cori scolastici. È docente di Musica in ruolo nella Scuola Secondaria di Primo Grado dove svolge anche attività di formatrice Musicale per insegnanti. Dal 2017 collabora con il M.I.U.R. per I.N.D.I.R.E. in qualità di docente esperto in didattica musicale pubblicando le proprie esperienze progettuali di Musica realizzate e proposte per la Scuola Primaria e Secondaria intervenendo come relatrice nei webinar della “Settimana della Musica 2020” organizzata da I.N.D.I.R.E. Compositrice di brani corali didattici, è autrice poliedrica di testi collaborando con vari compositori corali italiani nella realizzazione di brani per cori maschili, femminili, misti, giovanili e di voci bianche molti dei quali risultati vincitori in svariati Concorsi di Composizione Nazionali ed Internazionali, pubblicati in raccolte corali e incisi da note case di produzione. Email: profgastaldonelisa@gmail.com
Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %
dolci parole e care Previous post Dolci Parole e Care
concorso guido arezzo Next post Una chiacchierata con il M° Luigi Marzola, direttore artistico del Concorso Polifonico Internazionale ‘Guido d’Arezzo’

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *