
Un nuovo provvedimento del Consiglio Musicale Tedesco, ha nominato solo la voce umana, allo stesso tempo individuale e universale “Strumento dell’anno 2025” in Germania. La voce cantata porta le nostre emozioni, pensieri e storie nel mondo e crea connessioni che nessuna parola da sola potrebbe esprimere. ORO “PUERI CANTORES” DEL VENETO APS Nel 40° anniversario di attività corale
Il sottoscritto Roberto Fioretto fondatore e direttore del coro “Pueri Cantores” del Veneto ha dedicato l’intera sua vita all’educazione della musica corale nella convinzione che questa attività rivesta un importanza fondamentale per la crescita e l’arricchimento individuale e collettivo di bambini e ragazzi, dove il canto d’assieme attiva connessioni profonde della nostra natura essenziale attraverso una risonanza che attiva quelle energie sottili della natura che ci circondano e danno forma all’universo che ci abita e nel quale noi viviamo. Scrive Jonathan Goldman nel libro Il Potere di Guarigione dei Suoni: “Quando cantiamo, i suoni fanno risuonare il nostro corpo, il cervello e i campi eterici. Cantando possiamo modificare il ritmo delle nostre vibrazioni attraverso i suoni generati da noi stessi”.

Quest’anno il viaggio musicale è caratterizzato da un evento speciale: il 40° anniversario di attività del coro “Pueri Cantores” del Veneto, un coro che unisce la preparazione di allievi provenienti da varie province della Regione: Venezia/Mestre, Padova e Vicenza.
Per festeggiare questa straordinaria ricorrenza il coro sarà in tour nelle regioni Veneto ed Emilia Romagna in alcune delle maggiori località turistiche d’Italia in particolar modo nelle Prealpi Venete per promuoverne il turismo. Il tour inizierà all’inizio di settembre con i seguenti concerti nell’Altopiano di Asiago:
- sabato 6 settembre ore 20,30 Teatro Mille Pini ad Asiago (VI)
- domenica 7 settembre ore 20,30 Cinema Teatro Palladio a Cesuna (VI)
- lunedì 8 settembre ore 16 Forte Corbin a Treschè Conca (VI)
ed è stato presentato sabato 7 giugno 2025 con un concerto presso il Chiostro di Santa Maria del Cengio a Isola Vicentina (VI) dove il coro era nato 40 anni fa quale proposta dell’allora parroco Don Giorgio Bellò che desiderava poter contare sul contributo di un coro di voci bianche per l’animazione della liturgia.
Il coro “Pueri Cantores” del Veneto è certamente un’eccellenza nel panorama dei cori di voci bianche e giovanili in Italia e all’estero (è infatti inserito nella voce “cori di voce bianche” su wikipedia dove sono segnalati i 35 cori di voci bianche più importanti del mondo). Si presenta con una professionalità che è testimoniata dal suo curriculum: negli ultimi 2 anni il coro ha infatti interpretato 2 opere (il Requiem di Mozart e la messa di Requiem di Giuseppe Verdi) che sono state dirette dal M° Gregory Buchalter, direttore del Metropolitan Opera House di New York con un’orchestra degli Stati Uniti. Le esibizioni si sono svolte a Roma, Verona, Vicenza, Asiago e Bassano del Grappa.
In questi 40 anni il coro ha collaborato con gli Enti Lirici “Arena di Verona”, “Fenice di Venezia”, “Teatro Real” di Madrid. È stato diretto da prestigiosi direttori d’orchestra quali John Eliot Gardiner (2006), Claudio Scimone (2003), Will Kesling (2013), Michael Conley (2011), Cesare Alfieri (1992), Giuliano Carella (1996 – 2021), Yon Marin (2006), Giuseppe Grazioli (2009) e Giancarlo De Lorenzo dal (2008 al 2014).
Inoltre il coro ha collaborato con prestigiose orchestre internazionali quali: “Orchestra Verdi di Milano, “New York Chamber Orchestra”, “I Solisti Veneti”, “Orchestra Federale del Veneto”, “Philarmonia Veneta”, “Croatian Chamber Orchestra”, Orchestra sinfonica della “Florida State University”, “Orchestra del Teatro Olimpico” di Vicenza, e “I Musicali Affetti”.
Partendo dall’idea che la musica (soprattutto cantata da giovani) sia attrazione magnetica, capace cioè di attrarre a sé, il coro “Pueri Cantores” del Veneto da sempre cerca di porre l’attenzione sulle problematiche del mondo di oggi attraverso il potere della musica creando sinergie con le Associazioni locali e nazionali e sensibilizzare i giovani e il pubblico sui seguenti temi:
- Progetto Musicanto e Natura: in collaborazione con le Associazioni “Plant for the Planet” Italia e “Alberi Felici” di Vicenza: sensibilizzare riguardo la salvaguardia ambientale e il cambiamento climatico promuovendo azioni di cittadinanza attiva. Il progetto si concentra sull’educazione per lo sviluppo sostenibile, l’adozione di stili di vita sostenibili in un rapporto interpersonale con la natura per predisporre piani attuativi di autentica salvaguardia del territorio vissuto come un patrimonio inestimabile nel germoglio d’un presente sempre più consapevole e rispettoso dello straordinario patrimonio ricevuto al fine di sviluppare un’educazione alla comprensione dell’armonia tra la natura, l’uomo e la musica, l’ambiente e gli ecosistemi.
- Centenari e ricorrenze: da Giovanni Pierluigi da Palestrina nel 500esimo anniversario della nascita a Éric Alfred Leslie Satie nel centenario della morte e Luciano Berio nel centenario della nascita, ricordare questi grandissimi autori significa celebrare le loro composizioni scritte nei secoli scorsi da artisti illuminati e straordinari che hanno rivoluzionato i modelli fondamentali del mondo, le cui opere offrono un contribuito a plasmare il panorama culturale e continuano ad esercitare un’influenza significativa sulla società di oggi.
- Valorizzazione e promozione del territorio veneto in chiave turistica, sociale e ricreativa di siti Unesco e località turistiche. Attraverso la realizzazione di video pubblicati sui social nei quali guida e struttura narrativa egemone è la musica che si fa portavoce di un messaggio comunicativo atto a promuovere la competitività di una destinazione turistica e la promozione del patrimonio artistico d’Italia secondo un iter pedagogico di rispetto e tutela delle risorse culturali, evidenziate negli specifici capisaldi:
- Ville
- Castelli
- Ambienti Naturalistici
- Borghi
C’è qualcosa di misterioso nel suono della voce e questo mistero è contenuto in tutte le cosmogonie da quella greca del “Logos” al Tao cinese; dall’ “Om” induista, alle cosmologie africane: in tutte l’archetipo, che dà origine alla creazione, è il suono primordiale, la parola creatrice. Questo concetto era ben noto agli antichi, sì che il canto espresso dalla voce umana permetteva di entrare in simbiosi col divino. Il Vedanta-sutra afferma che il suono è l’origine di tutta la creazione e grazie al suono, quando è dotato di una particolare potenza, è possibile liberarsi dalle catene della schiavitù materiale. Le parole anavrttih sabdat significano “liberazione attraverso il suono”. Il particolare suono che permette di ottenere un tale risultato è la vibrazione sonora spirituale che ci purifica. Poiché il suono esiste nel mondo spirituale e se ci avviciniamo a questo suono, la nostra vita spirituale avrà inizio e tutti gli altri elementi necessari al nostro progresso diventeranno accessibili. Infatti dal suono si manifesta l’etere e ha origine lo spazio etereo, dall’etere ha origine l’aria, dall’aria il fuoco, dal fuoco l’energia vitale e così via.
In qualità di educatore desidero trasmettere ai miei allievi quanto sia utile cantare in un coro e per questo sarebbe molto importante dare maggiore risalto ad attività corali che creano un armonia personale e collettiva che è risonanza fra l’energia dell’anima e il corpo fisico in uno stato di omeostasi, ossia un equilibrio dinamico che permette al sistema di funzionare in pieno ordine con l’Energia che fluisce eternamente. Inoltre, ascoltando il ritmo costante della respirazione nel canto, beneficiamo del respiro universale che informa la nostra vita. Cantare insieme è molto più di una semplice forma di espressione artistica: è un potente mezzo per riunire le persone, celebrare la diversità delle nostre voci e far vivere l’energia unificante della comunità.
John Rutter afferma: “Quando canti, mostri la tua anima in forma di canzone e quando ti unisci con altri cantanti il coro diventa più della somma delle singole parti”.
Grazie alla musica corale infatti, gli allievi trovano una dimensione di elevazione così sottile che nessun’altra esperienza umana riesce ad offrire, testimoniata dal fatto che questo tipo di attività sopravvive millenaria nonostante secoli di cambiamenti culturali e sociali.

