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Due giornate di studio intense, partecipate e ricche di spunti hanno animato l’Istituto Comprensivo “G. Toniolo” di Pisa il 7 e l’8 marzo, in occasione del seminario Il coro nella scuola, promosso dall’Associazione Nazionale dei Direttori di Coro Italiani (ANDCI) e realizzato con il coordinamento artistico di Elisa Gastaldon. L’iniziativa, rivolta ai docenti che operano nella scuola attraverso la musica e la coralità, ha messo al centro temi oggi cruciali: inclusione, nuovi repertori, coralità nella scuola dell’infanzia e nella secondaria, rapporto tra musica e crescita.

L’apertura dei lavori, sabato mattina, ha visto l’accoglienza dei partecipanti e i saluti istituzionali dell’Assessore alla scuola Riccardo Buscemi, della referente per i progetti musicali dell’Ufficio Scolastico Regionale Nadia Tirino e della padrona di casa, la Dirigente Scolastica Teresa Bonaccorsi. Un’introduzione che ha ribadito il valore del canto corale come strumento educativo trasversale, capace di unire competenze musicali, relazionali e sociali.

L’USR Toscana sta mostrando particolare attenzione alla promozione di iniziative che valorizzino la coralità scolastica, istituendo da tre anni rassegne regionali che hanno ottenuto grande successo e ampia partecipazione.

Eugenio Dalla Noce e Andrea Basevi

Il primo atelier, Il coro è inclusivo, condotto da Eugenio Dalla Noce, ha affrontato uno dei temi più sentiti nella scuola contemporanea: l’inclusione. Il docente, dimostrando grande esperienza e sensibilità, ha illustrato ai partecipanti strategie che permettano a ciascuno studente di partecipare alle attività corali, di esprimere il meglio di sé ed essere valorizzato. Il coro diventa così una comunità accogliente e uno spazio di crescita privilegiato anche per quei ragazzi che faticano a trovare un posto nelle altre attività. In un contesto scolastico sempre più eterogeneo, la pratica corale emerge come uno spazio privilegiato in cui le barriere comunicative, linguistiche e cognitive vengono abbattute attraverso il linguaggio universale della musica. L’attività del canto d’insieme richiede infatti un coordinamento che va oltre la semplice emissione vocale: implica l’ascolto attivo dell’altro, la sintonizzazione emotiva e la responsabilità individuale verso un risultato collettivo. Il coro diventa così una microsocietà democratica dove la diversità è risorsa. Per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) o con difficoltà linguistico-comunicative, il coro offre una via di espressione non verbale che riduce l’ansia da prestazione e aumenta l’autostima.

Francesca Rossi

Nel pomeriggio, Francesca Rossi ha guidato il secondo atelier “E se le nuvole sapessero cantare?” dedicato alla scuola dell’infanzia. Attraverso canzoni, sonorizzazioni e attività legate ai fenomeni meteorologici, la docente ha mostrato come pioggia, vento e stagioni possano diventare materiali sonori capaci di stimolare immaginazione, ascolto e creatività nei bambini. I corsisti sono stati accompagnati a scoprire nuove modalità di fare musica, di scrivere musica in modo non convenzionale e di costruire strumenti dal suono quasi magico. La voce si muove libera: canta, urla, sussurra, parla, declama, imita, gioca in un contesto nel quale tutto è protetto e tutto è possibile. La canzone, con la sua forma precisa e riconoscibile, definisce i contorni e rafforza i contenuti musicali di un’azione interpretativa e improvvisativa che i bambini vivono con emozione e divertimento. 

Con l’atelier di Andrea Basevi, Composizioni per i bambini: un percorso educativo si è chiusa la prima giornata dei lavori. Il compositore ha proposto una riflessione pratica sulla scrittura musicale per l’infanzia e la primaria, offrendo preziosi spunti sull’approccio e sulla scelta dei brani da proporre ai piccoli coristi. Comporre per l’infanzia deve diventare un cammino educativo: una buona educazione alla musica cercherà di far comunicare tra loro la triade orecchio – mente – cuore: orecchio per ascoltare (e non solo udire), mente per cercare di comprendere (e non solo capire), cuore per accettare il tutto (e non solo amare). Insieme mai separati, questi tre elementi sono nei bambini già attivi, sta all’educatore il compito di guidarli verso l’ascolto.  La musica per l’infanzia è dunque arte? Come tutte le altre forme del pensiero musicale è in bilico tra compiutezza e superficialità; può essere semplice ma perfetta, può al contrario complicarsi in inutili orpelli. Solo quando l’idea di fondo emergerà sincera possiamo accettarla come nuova veste di un pensiero. E se questa idea era considerata conclusa, il fatto di aver trovato un varco per riproporla è già un fatto d’arte, perché bisogna riconoscere ed apprezzare uno degli aspetti più profondi del comporre: il confronto. La musica rappresenta un modo per unire le persone e qualunque sia il modo di porgerla, rimane uno dei più bei gesti d’amore.

Domenica mattina è stato il turno di Roberto Tofi, docente e direttore di lunga esperienza, con l’atelier Il coro negli istituti secondari di II grado. L’incontro ha esplorato tecniche per armonizzare voci adolescenti con timbri diversi, proponendo repertori adattati e strategie per stimolare nei giovani coristi gratificazione personale e curiosità verso la musica d’Arte.

Roberto Tofi

La due giorni si è conclusa con un dibattito finale, occasione per condividere esperienze, criticità e prospettive future. Come sempre in queste occasioni, docenti provenienti da varie parti d’Italia ma accomunati dalla passione per la coralità e per i ragazzi hanno trovato uno spazio davvero prezioso per confrontarsi, crescere e stringere nuove amicizie.

Seminario Il coro nella scuola ANDCI Pisa

About Post Author

Elia Serafini

Nata a Messina, ha conseguito la Maturità Classica presso il Liceo “La Farina” ed ha proseguito gli studi presso l'Università di Messina laureandosi in Filosofia con il massimo dei voti e la lode. Ha studiato canto  diplomandosi con il massimo dei voti presso il Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria. Ha perfezionato la tecnica vocale seguendo corsi del Maestro Walter Marzilli e Filippo Maria Bressan con il quale ha anche partecipato ai concerti del Coro Giovanile Italiano. Ha partecipato come mezzosoprano solista nella prima esecuzione moderna della serenata Tacete auree, tacete di A. Scarlatti  e come contralto solista nell’Oratorio “Maria dolorata” e nell’Oratorio “Apre l’alba con pompe odorose” di Leonardo Vinci e Contralto solista nella prima esecuzione in Italia dell’opera moderna The armed man di Karl Jenkins. Ha lavoro nell’associazione teatrale “F. Cilea” partecipando a diverse opere come artista del coro. E' stata insegnante di sostegno e attualmente insegna musica presso l'Istituto Comprensivo Toniolo di Pisa e dirige il coro d'Istituto "Voci di Corridoio".
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