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Nuovi repertori per i cori di bambini sul tema del Natale

Il tema del Natale è molto frequentato dai nostri compositori italiani, che da sempre si sono prodigati ad arricchire il repertorio per consentire ai direttori di coro di proporre programmi interessanti e vari. I più assetati in questo senso credo, siano i direttori di coro di voci bianche, sempre alla ricerca di nuove musiche da inserire nel repertorio dei propri cori, spesso anche commissionando ai compositori un brano per le varie occasioni. Il tema del Natale è tra tutti, sicuramente uno tra i più frequentati: concerti,, mercatini di Natale con esecuzioni tra le bancarelle, registrazioni di CD interamente dedicati al tema, sono solo alcuni dei momenti ed occasioni dove chi si occupa di canto con i bambini ha il compito di rinnovare la proposta musicale.

Ecco perciò oggi proponiamo in queste pagine un florilegio di sette canti sul tema, composti da alcuni tra i più importanti compositori italiani. Brani originali ed elaborazioni di canti popolari si alternano per una proposta piacevole e capace di coinvolgere il coro e il pubblico di conseguenza. Ho chiesto ai compositori una scheda di presentazione del loro brano con l’obbiettivo che chi lo eseguirà, abbia maggiori informazioni sulla loro genesi e sulle motivazioni delle loro scelte competitive. Grazie a Bernardino Zanetti, Angelo Bernardelli, Paolo Orlandi, Maurizio Santoiemma, Salvo Gangi, Simone Campanini, Stefano Sposetti, per la collaborazione ed il prezioso contributo.

Iniziamo dal compositore veneziano Bernardino Zanetti che ci presenta questa deliziosa elaborazione di un canto popolare ladino dal titolo Ciantia per Nadel: il testo di questa graziosa melodia popolare appartiene all’area linguistica denominata Ladinia Bellunese”, recentemente e ufficialmente riconosciuta in molti comuni della provincia di Belluno, anticamente denominata Valle Ladina del Fodòm. La lingua citata ha profonde e ampie radici storico-geografiche, con varie tradizioni popolari. Nel periodo natalizio dopo la cena, tutta la famiglia si raccoglieva attorno all’albero di Natale allestito in ogni casa, i bambini recitavano e cantavano questa melodia e la cerimonia si ripeteva tutte le sere, fino all’Epifania. L’elaborazione qui presentata ha una struttura semplice basata sull’imitazione dell’inciso tematico iniziale, decisamente popolare con il caratteristico intervallo di quarta ascendente. Nella terza strofa un breve assolo delle due voci ci descrive l’arrivo dei Re Magi, nella tonalità relativa maggiore. La conclusione con la ripresa della prima strofa non integralmente, annuncia con grande gioia la nascita del bambino Gesù a tutti gli uomini di buona volontà.

Proseguiamo con Videntes stellam di Angelo Bernardelli con la presentazione dello stesso autore:

Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.

Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre,

e prostratisi lo adorarono.

(Mt 2, 10-11)

Trovo che questi versetti del vangelo di Matteo rappresentino una sintesi completa del mistero dellIncarnazione che si celebra ogni anno nel Tempo di Natale. In essi vi sono descritti i principali protagonisti (I Magi, il Bambino, Maria sua madre, la stella), così come magistralmente raffigurati nelle tante Adorazione dei Magi che hanno costellato lintera storia dellarte. Allo stesso tempo essi indicano, quasi sotto traccia, le azioni del cuore (lattesa, lo sguardo verso lalto, la contemplazione, ladorazione e soprattutto una gioia grandissima”)

che il Mistero del Natale ancora oggi vuole suggerire. Nella realizzazione musicale del testo ho scelto di affidare queste parole alle voci pari SSAA per esprimere in tutte le sue sfumature lintima solennità che questa scena contiene. Il brano si apre con una frase omoritmica esposta dalle voci superiori nel registro acuto: un invito ad alzare lo sguardo e allargare lorizzonte sonoro, che tornerà più volte all’interno del brano.

Ma è la gioia la protagonista della scena e le parole gaudio magno, facendo riecheggiare le parole del profeta Isaia:

Hai moltiplicato la gioia,

hai aumentato la letizia. (Is 9, 2),

sono presentate nella forma di una progressione ascendente che ricorre più volte allinterno della composizione. Videntes stellam ha ottenuto il 2° Premio al VI concorso internazionale di composizione Opus Ignotum, promosso da NIPOS-ARTAMA (Centro nazionale di informazione e consulenza per la cultura) Praga – Repubblica Ceca, nella categoria dedicata ai cori giovanili a cappella.

Il compositore trentino Paolo Orlandi si è dedicato ad una bella elaborazione di un canto siciliano, famoso soprattutto nellesecuzione dei canti popolari maschile trentini, e non solo:

I tre Re dellOriente è un canto popolare dellEpifania di origine siciliana, qui proposto in una versione per coro di voci bianche e pianoforte. La melodia, tramandata oralmente, è giunta fino alle valli trentine, dove è stata elaborata da Luigi Pigarelli per coro maschile, contribuendo alla sua diffusione e alla valorizzazione del repertorio natalizio popolare.

Lelaborazione per voci bianche mantiene una struttura semplice: le strofe sono affidate a una sola voce, mentre il ritornello introduce un breve controcanto che arricchisce la linea melodica. La parte pianistica accompagna con discrezione, evidenziando alcuni stilemi propri della tradizione epifanica: un impianto modale (modo eolio) contaminato da frammenti di scala araba, che suggerisce atmosfere orientaleggianti, in linea con il tema del viaggio dei Magi.

A questi elementi si unisce un tratto pastorale, evocato da figurazioni che imitano le zampogne, tipiche della tradizione natalizia del Sud Italia. Il ritornello, più mosso e danzante, consente laggiunta ad libitum di semplici pattern ritmici, realizzabili con lo strumentario Orff, favorendo una partecipazione attiva e creativa da parte del coro.

Proseguiamo con il veneto Maurizio Santoiemma ed il suo Venne alla luce, su testo di Elisa Gastaldon, musica di Maurizio Santoiemma

 Venne alla luce

Come una voce

Che nel silenzio

Calma e sicura

A lei ti conduce

 

Venne alla luce

Raggio di pace

Che dov’e buio

Porta colore

Forte e vivace

 

Venne alla luce

Brezza tenace

Che ti accarezza

Col suo profumo

E tutto seduce

 

 Quando Elisa Gastaldon mi invia questa breve poesia, rimango folgorato dalla musicalità, dal ritmo e dalle immagini che evoca. Penso a un delicato pezzo natalizio per voci bianche e metto il testo sul leggio del pianoforte. La potenza nascosta in questi semplici versi mi ispira, di getto, una melodia minimale: note ribattute su cinque gradi ascendenti e discendenti della scala minore naturale. Tempo ternario, come vuole la tradizione a Natale.

La semplicità” (per non dire banalità”) del canto, lo rende adatto ai più piccoli. Questo mi suggerisce di sovrapporlo a se stesso a canone. Nellultima ripetizione aggiungo anche una voce superiore a valori più larghi di quattro note discendenti. Con le sue note acute tenute, questa parte andrà affidata alle coriste più grandicelle ed esperte.

Non c’è sviluppo, il procedimento a canone confonde i versi, le assonanze e le ripetizioni creano una texture quasi ipnotica in cui la comprensione del testo è sostituita da suggestioni sonore e dallaccavallarsi di immagini che si formano quando qualche verso emerge qua e là.

Ripeto la melodia nel modo maggiore relativo, aggiungo un pedale opzionale e la parte vocale è conclusa. Laccompagnamento di pianoforte è minimalista al pari del canto: semplici arpeggi che passano fra le mani, con la nota più acuta affidata alla mano sinistra in modo da aggiungere anche un tocco visivo, quasi coreografico, allesecuzione.

Per rendere giustizia al testo e finalmente svelarlo, il brano termina cantandolo per intero allunisono, senza accompagnamento. Per i piccoli cantori questo è un passaggio insidioso, per cui sopra il rigo vuoto del pianoforte scrivo comunque gli accordi e suggerisco al pianista di suonarli delicatamente per sostenere lintonazione. Il canto termina sospeso sul secondo grado mentre il pianoforte arpeggia laccordo di tonica. Non chiama applausi, ma riflessione e contemplazione.

 (Video: https://www.youtube.com/watch?v=a0rlUwL6_Oo)

Salvo Gangi ci fornisce questa dettagliata scheda informativa del suo brano Balla balla Bammineddu :

Quando il Bambinello danza: un canto natalizio nato dalla terra

Balla balla Bammineddu” nasce in quella fascia fluida e potentissima della memoria orale siciliana, dove canto, rito e quotidianità coincidono. Il suo approdo su carta si deve ad Alberto Favara, etnomusicologo che tra la fine dellOttocento e i primi anni del Novecento percorse lisola raccogliendo melodie come Bartók e Kodály facevano, negli stessi anni, con il patrimonio ungherese. Nel Corpus di Musiche Popolari Siciliane, pubblicato postumo nel 1957 grazie alledizione Ricordi curata da Ottavio Tiby (il brano è il n. 654), la melodia viene fissata nella sua forma più attendibile, rispettando lintonazione e la prosodia originaria.

La scelta di trasformare questo canto in un arrangiamento per coro a due voci femminili (SA), con pianoforte e tamburello facoltativo, nasce da un intento simbolico forte: restituire unimmagine sonora del Natale siciliano non folkloristico ma vissuto, dove sacro e popolare non si contrappongono, bensì convivono in ununica linea espressiva. Il timbro omogeneo delle due voci, il sostegno armonico del pianoforte e linnesto delicato della percussione evocano una dimensione comunitaria e domestica, quasi da veglia o rito dattesa.

Contesto e funzione

Il diminutivo Bammineddu” e landamento danzante lasciano intuire unorigine domestica, probabilmente legata a canti di gioco o di cullamento. Si tratta di un repertorio basso” solo in apparenza: il testo alterna spontaneità affettiva, immagini naturali e richiami devozionali, riflettendo quella stratificazione tipicamente isolana in cui il linguaggio contadino e quello religioso si sovrappongono senza gerarchie.

Stile e struttura musicale

Melodicamente il brano si muove entro un ambito ristretto, con ritmo sillabico e andamento iterativo: elementi che favoriscono memorizzazione, oralità e funzione collettiva. Pur muovendosi entro un impianto tonale definito il brano conserva tratti arcaici attraverso formule melodiche che ne uniformano il timbro e ne preservano lidentità originaria; lassenza di salti estesi e la prevalenza di formule ricorrenti rimandano a un canto presumibilmente monodico, affidato alla voce sola o a un raddoppio spontaneo.

Cronologia e simboli

Come avviene per gran parte del repertorio orale, non disponiamo di una datazione precisa. È plausibile una stratificazione secolare con codificazione ottocentesca. Limmaginario testuale e simbolico rimanda a pratiche agricole e rituali: limmagine del basilico che spunta (nasci na rama di basilicò”) è stata letta come metafora della nascita del Bambino o della grazia divina che germina. Alcuni studi ipotizzano che questo tipo di canto ritmato potesse essere legato a cerimonie di benedizione dei campi o di primizie sacralizzate”, in seguito confluite nelle consuetudini natalizie.

Col tempo, il brano si è probabilmente innestato sulle celebrazioni del Natale popolare, entrando nelle pratiche devozionali comunitarie. Da canto forse legato alla vita contadina, è diventato un piccolo rito sonoro invernale, dove il Bambinello non è figura astratta, ma presenza integrata nel ciclo vitale della terra e della casa.

Simone Campanini scrive che stupore e speranza: queste due parole, che diventano emozione prima e grazia poi, sono le chiavi di lettura di Videntes stellam, nel quale, seguendo una stella, entriamo insieme ai Magi nella grotta di Betlemme. E lo facciamo in punta di piedi, con umiltà e senza alcuna retorica. La ripetizione, prevista dalla forma responsoriale, si possono differenziare. I metronomi sono indicativi.

Il compositore lombardo Stefano Sposetti infine ci commenta il suo Arriva Natale, su testo di Jolanda Restano.

Arriva Natale è un brano natalizio dal carattere poetico e meditativo che unisce testo e musica per evocare latmosfera intima e suggestiva del periodo natalizio. Il testo, curato da Jolanda Restano, scrittrice vercellese ma milanese dadozione, utilizza un linguaggio semplice ma efficace, con immagini di una nevicata, silenzio, e un velo leggero che avvolge case, palazzi, tetti e camini; tutto per evocare quellattimo sospeso in cui arriva il Natale” e con esso un senso di pace e meraviglia.

La parte musicale composta da Stefano Sposetti accompagna con delicatezza le parole: landamento è tranquillo e riflessivo, volto a dare spazio alle parole e al sentimento che esse veicolano. Le armonie e larrangiamento vocale sono pensati per valorizzare i momenti di silenzio, il sentimento di attesa e il passaggio verso la luce del Natale.

Pur nella sua semplicità lascolto del brano evoca alcuni temi e suggestioni quali lattesa , la lentezza (linvito ad accogliere il Natale non come un evento che fugge via velocemente ma piuttosto come un momento da assaporare con calma, con la mente e il cuore aperti); il silenzio e la poesia (il riferimento a un mondo che tutto tace” richiama un sentimento di quiete interiore nel quale il Natale può manifestarsi in tutta la sua forza simbolica); la luce e la speranza (anche se nel testo non sono esplicitamente citati elementi religiosi, il richiamo alla pace vera nel cuore” è un tema tipico del Natale come tempo di riconciliazione, serenità e rinnovamento interiore).

Venne alla luce – nuovi repertori per i cori di bambini sul tema del Natale

About Post Author

Enrico Miaroma

Nato a Trento Enrico Miaroma si è diplomato in Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro, Didattica della Musica e in Composizione. Attivo come pianista e come direttore di coro ha tenuto circa 900 concerti in tutta Europa, in Ucraina e nella Repubblica Cinese di Taiwan. Numerose sue composizioni corali sono state pubblicate da E.C.Schirmer and Galaxy (USA), Edizioni Sulasol, Edizioni Carrara, A Coeur Joie, Pro Musica Studium, Edizioni Musicali Europee, Edizioni Federazione Cori del Trentino, Choraliter, Tourdion, Ut Orpheus, e Bo Ejeby Forlag (Goteborg), ed eseguite da alcuni tra i più importanti cori al mondo. Come direttore di coro ha vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali con cori misti, cori di voci bianche e maschili. Ideatore e Direttore Artistico delle prime due edizioni del Concorso Pigarelli di Arco (Trento), ora è Direttore Artistico del Concorso Nazionale ed Internazionale Corale di Voci Bianche ‘Il Garda in Coro’ di Malcesine (Verona), dell'Associazione Culturale EdizioniCorali.it, del Concorso Nazionale ‘Trofeo Nazionale Cori d'Italia’ per Cori Maschili di Ledro (Trento) e del Concorso Internazionale Corale di Riva del Garda. Dalla sua fondazione nel 2000, è direttore del coro Voci Bianche ‘Garda Trentino’, con il quale tra i numerosi riconoscimenti ha vinto i concorsi di Arezzo, Quartiano, Vittorio Veneto, Vienna. Già direttore del coro Città di Ala con il quale ha vinto il concorso nazionale di Biella e i concorsi internazionali di Riva del Garda e Verona. Già docente presso i Conservatori di Pescara ed Adria, ora insegna Teoria Ritmica e Percezione Musicale presso il Conservatorio di Trento. E-mail: enricomiaroma@hotmail.com
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