
“Il coro nella scuola” è una delle iniziative di ANDCI che, anno dopo anno, stanno confermando la loro qualità e utilità. Sotto la guida e l’attento coordinamento di Elisa Gastaldon, ci siamo ritrovati nel weekend del 16 e 17 novembre a Foligno. L’offerta formativa era varia e sfaccettata, andando a toccare repertori, fasce di età e competenze diversificate; e se questo ad un “profano” potrebbe far pensare ad un’offerta dispersiva, per gli addetti ai lavori è chiaro segno di un percorso che vuole offrire punti di vista eterogenei e mettere a disposizione dei corsisti una vasta gamma di strumenti didattici, che possono essere modulati e adeguati alle differenti necessità didattiche. Il gruppo stesso dei partecipanti al seminario era lo specchio dell’offerta: docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado, musicisti che curano progetti didattici nelle scuole dell’infanzia e primarie, giovani alle prime esperienze lavorativi e competenti e stimati colleghi sempre in cammino per crescere, scambiare esperienze e spunti didattici.
Dopo un’introduzione in collegamento con la Prof.ssa Spadolini, presidente del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica, Franco Radicchia ha guidati i giovani cantori del coro laboratorio Cor Gentile di Foligno alla scoperta di un repertorio risalente ai secoli dal XII al XIV. Chi dovesse pensare che la distanza temporale renda questi brani poco interessanti per i ragazzi si è rapidamente ricreduto: complice la competenza del docente, sono stati affrontati vari brani che hanno riscosso il gradimento dei coristi e li hanno introdotti a sonorità poco percorse.

Dopo la pausa pranzo, è seguito, quasi in antitesi, il laboratorio di Stefania Cruciani, che ha condiviso la sua esperienza, proprio coi ragazzi del Cor Gentile, nell’affrontare il repertorio corale del ‘900, con particolare attenzione verso alcuni autori che hanno avuto un occhio di riguardo per la vocalità dei fanciulli: Britten, Hindemith, Kodaly. Il pomeriggio si è concluso sotto la guida di Mauro Presazzi, che ha guidato il coro laboratorio dietro le quinte di un immaginario teatro d’opera, sfidandoli ad eseguire una versione drammatizzata del coro “Là sui monti dell’est” da Turandot, ponendo l’attenzione sulla vocalità necessaria in un contesto teatrale e sulle sfide poste da un’esecuzione che aggiunge movimento e coordinazione all’impegno vocale.
La seconda giornata si è aperta all’insegna delle proposte musicali per i più piccoli. Ho cercato di condividere la mia esperienza come insegnante di musica a bambini di scuola dell’Infanzia e Primaria, proponendo giochi e strategie che, mantenendo alte la loro attenzione ma soprattutto la loro curiosità, possano fornire loro un primo approccio con la voce cantata. La difficoltà principale che sempre più si presenta in questo percorso è il fatto che, sempre più spesso (e, mi permetto di dire, purtroppo), i bambini non sperimentano il canto in ambito familiare, sperimentando quindi la propria voce cantata per la prima volta quando entrano nel percorso scolastico.
La conclusione dei lavori è stata affidata a Giorgio Susana, che ha coinvolto i partecipanti nella sperimentazione di alcuni canoni, mostrando come diversi livelli di di difficoltà possano naturalmente stratificarsi, conducendo per mano i ragazzi nella sperimentazione della polifonia e della body percussion, attraversando in modo trasversale, col repertorio proposto, i periodi storici presentati dai colleghi nel giorno precedente.
Avevo già partecipato a precedenti edizioni de Il Coro nella scuola, e l’esperienza di Foligno ha confermato le mie impressioni, su questo seminario e sugli eventi organizzati da Andci in generale: ciò che li rende unici e ne costituisce il valore aggiunto è, a parer mio, l’approccio con cui tutti i partecipanti si mettono in gioco, in una dinamica in cui non esiste una barriera tra docente e discente, ma nella quale tutti sono disponibili a mettere in condivisione le proprie esperienze e, perché no, le proprie difficoltà. Auguro a tutti di farne esperienza!

