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Un’esperienza formativa, umana e musicale che si rinnova ogni anno. L’appuntamento estivo di Assisi è un evento consolidato che riunisce direttori, cantori e compositori da tutta Italia per tre giorni intensi di musica, studio e condivisione attraverso workshop, seminari e concerti.

Ciò che distingue da sempre le iniziative ANDCI è l’elevata qualità dei formatori coinvolti, e anche la quinta edizione del Campus non ha fatto eccezione. Andrew Crane ha guidato i partecipanti in un’approfondita lettura del repertorio rinascimentale e contemporaneo, mentre Vaclovas Augustinas ha offerto un coinvolgente viaggio nelle proprie composizioni. Di grande impatto anche l’intervento di Brandon A. Boyd, che ha condotto un’immersione appassionata nella tradizione afroamericana. Accanto a loro, docenti di spicco come Manolo Da Rold, Elisa Rovida e Catharina Scharp hanno arricchito ulteriormente il percorso con riflessioni su direzione, repertorio popolare e tecnica vocale.

Le attività del Campus si sono concluse domenica 13 luglio con il concerto del Coro di voci bianche ANDCI JUNIOR nel suggestivo Santuario del Sacro Tugurio a Rivotorto d’Assisi. Sotto la guida attenta e sensibile di Stefania Cruciani e Denis Monte, i giovani cantori hanno offerto un’esibizione di grande spessore, capace di intrecciare le sonorità antiche del repertorio sacro medievale con le suggestioni della musica del Novecento.

Proponiamo le testimonianze di due ospiti speciali di questa edizione

Intervista a Andrew Crane

Professor Crane, può presentarsi ai nostri lettori?

Sono Professore di Musica Corale alla Brigham Young University di Provo, nello Utah. Dirigo i BYU Singers, considerati uno dei migliori cori da camera universitari degli Stati Uniti.

Come è nato il suo coinvolgimento nel Campus ANDCI ad Assisi?

Ho ricevuto con grande piacere l’invito da Enrico Miaroma e Roberto Maggio a partecipare al Campus. Amo l’Italia, il cibo, la lingua e naturalmente la musica corale; quindi, per me è stata un’esperienza splendida.

Quali contributi ha portato al campus?

Sono stato coinvolto in tre sessioni, ciascuna dedicata a una diversa area della letteratura corale. I temi erano: il Romanticismo europeo, il repertorio storico degli Stati Uniti e un panorama sulla musica corale contemporanea. In ogni incontro ho presentato diversi compositori con le loro opere principali e abbiamo anche cantato insieme sezioni dei brani. Alla fine dell’ultima sessione ho tenuto uno spazio di domande e risposte, durante il quale i partecipanti mi hanno chiesto molto sulla mia esperienza di musicista corale negli Stati Uniti.

Ha avuto modo di partecipare anche ad altre attività?

Sì, e con grande piacere. Sono stato il traduttore italiano per il mio amico Brandon Boyd, che ha tenuto delle lezioni sulla musica gospel e sugli spiritual afroamericani. Inoltre, ho seguito con interesse lezioni sulla tecnica vocale e sulla gestualità del direttore, ho imparato di più sulla musica del compositore ospite Vaclovas Augustinas e ho partecipato a un bellissimo tour guidato di Assisi.

C’è un aspetto in particolare che porta con sé da questa esperienza?

Probabilmente le conversazioni informali con i partecipanti. Durante i pasti e tra una sessione e l’altra ho avuto modo di incontrare molte persone e di scoprire la vibrante cultura corale italiana. Sono stati momenti preziosi. Inoltre, l’hotel Domus Pacis offriva un’atmosfera serena e perfetta per un evento del genere.

Vuole lasciare un messaggio ai membri ANDCI?

Assolutamente. Desidero ringraziare l’ANDCI per l’accoglienza calorosa e per aver reso il mio soggiorno ad Assisi così memorabile. È stata un’esperienza che porterò nel cuore.

 

Riflessioni su Assisi e sulla Musica della Tradizione Nera

di Brandon A. Boyd, PhD

Ogni volta che ho l’opportunità di venire ad Assisi, mi sento profondamente grato. Lavorare con direttori così talentuosi provenienti da tutta Italia – e oltre – desiderosi di ampliare le proprie competenze e il proprio repertorio è sempre un onore e una gioia. Lo spirito di apprendimento e curiosità che si respira è davvero fonte di ispirazione.

Come direttore, compositore e arrangiatore, la mia passione affonda profondamente nella musica della tradizione nera – sia sacra che profana. Nell’ambito sacro, questa tradizione trova le sue radici nella ricca ed espressiva eredità dello spiritual nero, talvolta chiamato African American spiritual o folk song. Questi canti, nati dalle esperienze vissute dagli africani schiavizzati negli Stati Uniti, rappresentano un profondo intreccio di fede, resistenza, dolore e speranza. Ho dedicato gran parte della mia carriera alla diffusione di questo repertorio, della sua storia e delle sue sfumature stilistiche tra i musicisti di tutto il mondo. Ho inoltre composto e arrangiato musica che onora e rinnova questa tradizione. Durante il mio periodo all’ANDCI, ho riscontrato che il repertorio svolge un ruolo fondamentale nell’insegnamento della prassi esecutiva. Quando direttori e cantori si confrontano direttamente con questa musica, non apprendono soltanto gli aspetti tecnici e stilistici: l’esperienza diventa anche emotiva e culturale. I partecipanti al convegno si sono mostrati straordinariamente aperti e curiosi, avvicinandosi a questa musica con rispetto ed entusiasmo.

Una gran parte della musica della tradizione nera, specialmente quella gospel, è accompagnata – spesso da pianoforte, organo o sezione ritmica. Tuttavia, gli spirituals e i primi folk songs erano generalmente eseguiti a cappella. Nelle più recenti versioni da concerto, a volte vengono aggiunti strumenti a percussione o ritmici per conferire ulteriore energia e spinta ritmica. Indipendentemente dall’accompagnamento, la ricchezza armonica di questa tradizione proviene soprattutto dalle voci – dalla fusione dei timbri, dal fraseggio e dall’anima che ogni cantante porta con sé.

Questa è musica dell’anima. Deve essere sentita prima di essere cantata. Il messaggio di uno spiritual non risiede soltanto nelle parole, ma anche nell’intenzione che le sostiene. Quando i cantori si connettono con quel nucleo emotivo – sia attraverso un sussurro sia attraverso un grido – comunicano qualcosa di autentico e trasformativo.

Un altro aspetto importante delle nostre discussioni ad Assisi ha riguardato il movimento. Nel gospel e negli stili affini, il movimento fisico non è un semplice ornamento: è parte integrante della musica. Il ritmo invita naturalmente il corpo a rispondere. Storicamente, ciò deriva dalle origini stesse di questa musica: gli africani ridotti in schiavitù negli Stati Uniti spesso cantavano mentre lavoravano, utilizzando il ritmo e il canto per coordinare i movimenti e sostenere lo spirito. Quel legame fisico con il ritmo resta essenziale per interpretare questo repertorio in modo autentico.

Auguro al convegno un successo sempre crescente, man mano che continua a crescere e a svilupparsi negli anni futuri. Lo scambio internazionale di idee e tradizioni musicali è vitale per la nostra umanità condivisa e per la nostra crescita artistica.

Non solo formazione: premio Diapason 2025

L’edizione estiva del Campus Internazionale di Assisi ha acquisito quest’anno un ulteriore elemento di prestigio, arricchendosi di un evento speciale che ha unito musica dal vivo e riconoscimenti istituzionali: il concerto dell’ensemble vocale assisano Carmina Sybillae e la consegna del Premio Diapason alla celebre voce di Radio 3 Valentina lo Surdo. In apertura di serata, prima di lasciare spazio alla musica, il presidente Roberto Maggio ha illustrato il significato profondo di questo premio, istituito per valorizzare coloro che contribuiscono alla crescita della coralità con competenza artistica, dedizione e senso di responsabilità verso la comunità musicale.

Protagoniste del concerto sono state le voci del gruppo femminile Carmine Sybillae, diretto da Stefania Cruciani, che ha proposto un programma estremamente raffinato, costruito attorno a opere di compositori contemporanei presenti in sala. Con precisione, coesione timbrica e grande carica espressiva, il suono delle sei cantanti ha incantato il numeroso pubblico presente all’auditorium Santa Chiarella di Assisi, suscitando l’unanime apprezzamento dei compositori. I brani di Enrico Miaroma, Manolo Da Rold, Salvo Gangi, Vaclovas Augustinas e Stefano Sposetti hanno offerto un percorso ricco di sfumature, tra scritture ritmiche energiche, passaggi di intensa cantabilità e dialoghi vocali dal colore cangiante. 

Terminato l’intenso momento musicale, il presidente ANDCI Roberto Maggio ha annunciato le motivazioni del Premio DIAPASON 2025, assegnato a Valentina Lo Surdo. La scelta riconosce la sua attività multiforme di conduttrice, musicista e divulgatrice, capace di avvicinare diversi tipi di pubblico al mondo della musica e di costruire, attraverso l’ascolto e la parola, ponti fra realtà culturali differenti.

Nel suo intervento di ringraziamento, denso di significato, Valentina Lo Surdo ha ricordato come la divulgazione musicale rappresenti un vero servizio culturale: un gesto che mette in relazione persone, culture e generazioni, attribuendo alla musica un ruolo di responsabilità civile oltre che artistica. Le sue parole, semplici e dirette, hanno restituito con immediatezza la dimensione etica del fare musica e del narrarla.

La serata si è conclusa in un clima di autentico entusiasmo. È apparso evidente a tutti i presenti che il Premio Diapason possiede un valore profondo, non solo per l’ANDCI ma per l’intero panorama culturale e per il mondo della coralità, in Italia e oltre i confini nazionali. Una celebrazione luminosa, in cui la qualità artistica dell’esibizione vocale delle Carmina Sybillae e lo spirito comunitario che anima il Premio Diapason si sono intrecciati in modo esemplare.

Ensemble Carmina Sybillae insieme ai compositori ANDCI

About Post Author

Elia Serafini

Nata a Messina, ha conseguito la Maturità Classica presso il Liceo “La Farina” ed ha proseguito gli studi presso l'Università di Messina laureandosi in Filosofia con il massimo dei voti e la lode. Ha studiato canto  diplomandosi con il massimo dei voti presso il Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria. Ha perfezionato la tecnica vocale seguendo corsi del Maestro Walter Marzilli e Filippo Maria Bressan con il quale ha anche partecipato ai concerti del Coro Giovanile Italiano. Ha partecipato come mezzosoprano solista nella prima esecuzione moderna della serenata Tacete auree, tacete di A. Scarlatti  e come contralto solista nell’Oratorio “Maria dolorata” e nell’Oratorio “Apre l’alba con pompe odorose” di Leonardo Vinci e Contralto solista nella prima esecuzione in Italia dell’opera moderna The armed man di Karl Jenkins. Ha lavoro nell’associazione teatrale “F. Cilea” partecipando a diverse opere come artista del coro. E' stata insegnante di sostegno e attualmente insegna musica presso l'Istituto Comprensivo Toniolo di Pisa e dirige il coro d'Istituto "Voci di Corridoio".
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