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I festeggiamenti per i quarant’anni del Coro Bachis Sulis di Aritzo

Il 2025 porta con sé un’importante ricorrenza per Aritzo e per la Sardegna: i quarant’anni del Coro Bachis Sulis, una delle più prestigiose realtà corali dell’Isola. La formazione ha deciso di festeggiare il proprio compleanno con molteplici eventi, raccolti sotto il nome 40 annos de Cantos e de Amistade, distribuiti lungo i mesi e le stagioni dell’anno. Quarant’anni di musica: una storia fatta di amicizia e di passione condivisa per il canto, per la poesia e la lingua sarda. 

Con questo spirito di bella socialità, d’estate si è tenuto il convegno Il patrimonio corale d’Italia e il concerto del Coro insieme alla cantante Stefania Cruciani. Agosto in Sardegna è un mese piacevole: le lunghe serate scorrono lente, tra riposo e il ritorno di familiari e amici dopo i mesi invernali. In piazza Su Zurru, immersi in un’atmosfera di fresca montagna, sotto gli alberi e vicino alla fontana, abbiamo raccontato la storia del Coro, la sua importanza nella realtà sarda, riflettendo sulla funzione culturale e sociale dei Cori e delle associazioni nei paesi in cui nascono. Il confronto, arricchito dalla presenza di ospiti di grande caratura, di cui parlerò a breve, ha goduto di una prospettiva sarda, italiana e internazionale.

Io ho avuto il piacere di coordinare l’incontro, accompagnando il pubblico attraverso la storia -e le tante storie- del Coro e il racconto delle voci importanti che hanno voluto rendere omaggio a questa bella ricorrenza. Conosco il Bachis Sulis e i suoi coristi da molti anni: abbiamo condiviso concerti e manifestazioni, e seguo con interesse il percorso di crescita che ne testimonia la costante evoluzione, un aspetto essenziale per ogni formazione corale. Ho sempre apprezzato le loro doti artistiche, la forza vocale ed emotiva, la compattezza, la bellezza e la raffinatezza del Coro, insieme al profondo senso di amicizia e alla calorosa accoglienza che li contraddistinguono.

Il sindaco Paolo Fontana ha aperto il convegno, esprimendo il sentimento condiviso della comunità aritzese: la grande riconoscenza per il Coro Bachis Sulis, che da sempre incarna, con carattere ed eleganza, lo spirito del proprio paese. Sindaco e corista, Paolo Fontana, ha raccontato il legame del Coro con le tradizioni e il senso di orgoglio e di appartenenza che lo anima, un legame saldo, ma sempre pronto al confronto e al dialogo con le altre realtà. La scelta del nome è un omaggio al poeta aritzese Bachis Sulis dalla vita avventurosa e travagliata, figura esemplare dell’Ottocento sardo, che ha saputo dar voce sia al sentimento amoroso e lirico, sia ai temi sociali e popolari della sua epoca. Un nome che racchiude l’anima del gruppo e il suo desiderio di raccontare la bellezza del luogo natio, il legame con le epoche e le genti che ci hanno preceduto e quel sentimento universale che vuole accompagnare tutti i momenti della vita: dall’amore al primo vagito, sino alla morte.

Il presidente del Coro, Nicola Calledda, ha ripercorso con emozione le tappe di questa lunga avventura iniziata nel 1984 grazie ad un gruppo di amici uniti dalla passione per il canto sardo e dal desiderio di stare insieme, dalla ricerca e il recupero del patrimonio culturale aritzese alle innumerevoli e significative esperienze in campo regionale e internazionale. Tutto è iniziato quasi per gioco, sino a diventare, prova dopo prova, concerto dopo concerto, un modo per raccontare e raccontarsi. Don Paolo Ghiani, uno dei direttori che si sono avvicendati alla guida del Coro, ha raccontato, commosso, quei primi passi che si sono dimostrati, negli anni, passi fondanti. 

Dal 2004, la direzione è affidata al Maestro Michele Turnu, compositore e direttore che ha iniziato un nuovo percorso di ricerca, senza mai perdere il senso profonde delle proprie radici. Il Coro ha sempre saputo coniugare, con grande eleganza, tradizione e ricerca, intrecciando canti sacri e profani, sonorità popolari e suggestioni colte. Michele Turnu definisce il Bachis Sulis, il suo Coro autorale, per la modalità di espressione dei canti che negli anni ha composto, canti che spesso sono stati ispirati proprio dal Coro aritzese e dalla sua Comunità.

La serata ha rappresentato un importante momento di confronto tra esperienze, visioni e storie di coralità sarde, italiane e internazionali. I temi affrontati -dalla nascita del Coro, le prime scelte stilistiche e i primi obiettivi, il repertorio e l’influenza della coralità alpina e della musica colta, i primi direttori, i cambiamenti apportati dalla direzione del Maestro Michele Turnu, il percorso artistico dal 2004 ad oggi, alle sfide presentatesi lungo questi anni che hanno permesso al Coro di crescere e di diventare l’importante realtà che oggi rappresenta- sono stati sviluppati dai contributi di musicisti, studiosi e rappresentanti del mondo corale.

Il convegno è stato patrocinato dall’ANDCI, da FENIARCO e da FERSACO, per quest’ultima associazione, ha portato i saluti Maurizio Setzu, componente del direttivo regionale e delegato della provincia di Oristano. Amico del Bachis Sulis e corista del Coro Ghentiana di Ruinas, Setzu ha condiviso la propria esperienza e visione della coralità sarda, esprimendo auguri e felicitazioni. 

Roberto Maggio, presidente nazionale dell’ANDCI, Associazione Nazionale Direttori di Coro Italiani, ha aperto la sua riflessione sottolineando l’importanza della formazione continua e della condivisione di esperienze e visioni tra direttori. Il Coro è un luogo di dialogo, di crescita reciproca e costante: mai si smette di imparare e di crescere! Maggio ha condiviso la sua esperienza con i cori internazionali, dagli Stati Uniti al Giappone, mettendo in luce somiglianze e differenze tra le varie realtà. Partecipare ai concorsi e investire nella formazione continua del proprio direttore, secondo Maggio, significa crescere dal punto di vista artistico e umano: i concorsi offrono stimoli sempre nuovi, visibilità e coesione, mentre la formazione del direttore garantisce competenza, visione e qualità interpretativa. L’adesione all’ANDCI consente ai Cori di far parte di in un contesto professionale e un riconoscimento a livello italiano e internazionale.

Il presidente ANDCI Roberto Maggio al Convegno di Aritzo

A seguire, Enrico Miaroma, compositore, direttore e coordinatore e segretario dell’ANDCI, ha portato il suo sguardo sul mondo dei cori giovanili e delle voci bianche. Il canto dovrebbe essere sempre parte integrante dell’educazione: in Slovenia, ad esempio, ogni scuola possiede il proprio coro, una realtà virtuosa e un’esperienza da condividere. Le realtà corali sono palestre di vita: insegnano il rispetto, la responsabilità, il piacere di stare insieme e di costruire esperienze condivise. Partecipare ai concorsi è fondamentale: si studiano nuovi brani e ci si tiene in allenamento vocale: quella sottile tensione data la competizione permette, insomma, di mantenersi più pimpanti! 

Stefania Cruciani, cantante e direttrice di coro, ha tracciato un parallelo suggestivo tra Sardegna e la sua Umbria, due regioni profondamente legate al proprio territorio: se la musica nasce dalla terra e dalla cultura dei luoghi, in Umbria, prende forma attraverso le suggestioni del Barocco e alle antiche laude francescane. Cruciani, nel suo intervento, ha anticipato l’omaggio che nel concerto dell’indomani, ha reso a Ildegarda di Bingen, donna dai numerosi talenti e prima compositrice della storia, ricordando quanto sia importante il recupero delle figure femminili della musica finora dimenticate.

La giornata si è conclusa con le parole del direttore Michele Turnu, figura centrale della coralità sarda contemporanea. Compositore prolifico, vincitore di numerosi premi e giurato di importanti concorsi, quali Cori d’Italia 2024, Turnu ha ricordato come la forza del Coro risieda nella curiosità, nella capacità di evolversi, di affrontare repertori nuovi e di mettersi in discussione anche grazie al confronto costante con altre realtà. Michele guida il Coro da 21 anni: la loro è una storia di crescita comune e di legame e di affetto importanti.

Dolci aritzesi e buon vino hanno accompagnato le chiacchiere dei partecipanti e suggellato la conclusione della manifestazione. Il convegno si è aperto e chiuso in musica con due momenti di emozione e di grande bellezza. Se desiderate rivivere l’atmosfera festosa e suggestiva della serata, potete cercare il brano Ojos de incantu cantato dal Bachis Sulis e lasciarvi cullare dalle voci del Coro e dall’armoniosa grazia della lingua sarda. 

Il secondo giorno è stato dedicato interamente alla musica, con il prezioso concerto del Coro e della cantante Stefania Cruciani. Alla direzione del Bachis Sulis si sono alternati Michele Turnu, Enrico Miaroma e Roberto Maggio, regalando al pubblico momenti di condivisione, sperimentazione e divertimento.

Sono stati due giorni di festa e di riflessioni che hanno tracciato i primi quarant’anni del Coro Bachis Sulis. Non posso che unirmi agli auguri di tutte e di tutti: che la storia prosegua e sia sempre più emozionante e ricca. A chent’annos, Coro Bachis Sulis! 

About Post Author

Lucia Cossu

Lucia Cossu emerge come una figura attiva nel giornalismo culturale e nella promozione di eventi dedicati alla narrazione storica e alla divulgazione. Conduce incontri pubblici e format culturali che intrecciano biografie, storia e attualità, come Storie esemplari al Teatro Massimo di Cagliari, dove guida il pubblico attraverso le vicende di figure come Gigi Riva e Pietro Mennea . È inoltre giornalista, promotrice culturale e condirettrice artistica del festival StoricaMente a Villanova Monteleone, ruolo in cui accompagna gli spettatori nella scoperta delle trame e dei retroscena del romanzo storico e del “secolo breve” . Il suo lavoro si distingue per la capacità di creare connessioni tra storia, narrativa e cinema, rendendo accessibili temi complessi attraverso un linguaggio chiaro e coinvolgente. La sua attività contribuisce alla valorizzazione della cultura sarda e alla diffusione di percorsi culturali che uniscono memoria, identità e divulgazione
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