
I cori della SOSAT e della SAT festeggiano insieme il genetliaco del centenario
A cento anni esatti da quel 25 maggio 1926 a Trento, si ritroveranno ancora, per festeggiare insieme il genetliaco del centenario, il Coro della SOSAT e il Coro della SAT. Nella stessa sala del Castello del Buonconsiglio nella quale, forse per pudore o forse per la naturale attitudine al riserbo e alla discrezione, un gruppo di ragazzi, che sino a quel momento avevano cantato solo per sé, cantarono in pubblico dietro ad un paravento, dando corpo ad un immaginario collettivo potente, che diventerà, grazie alle loro voci, la colonna sonora della montagna.
Il successo che ne seguì fa parte ormai della storia e dello sviluppo del movimento corale che conta oggi, in Trentino, quasi duecento cori. Ma questa matrice ha superato gli ambiti segnati dalla corona di quelle montagne per divenire un vero e proprio genere musicale che ha avuto seguito in ambito nazionale ed internazionale.
Questo canto spontaneo conoscerà negli anni seguenti l’apporto di musicisti di primissimo piano che riusciranno a renderne una restituzione colta, consentendo a questi due cori di raggiungere livelli qualitativi per i quali sono stati legittimati a portare il nome e l’immagine del Trentino e delle sue montagne sui palcoscenici musicali più prestigiosi, in Italia e all’estero.
Che cosa rappresentava in origine, dunque, quel canto? Rivolgo questa domanda ad Andrea Zanotti, Presidente del Coro della SOSAT.
“Innanzitutto l’uscita dal lutto spaventoso segnato dalla grande malattia d’Europa, quel primo conflitto mondiale che aveva conosciuto, proprio in Trentino, uno dei suoi teatri più drammatici, e, insieme, una speranza di futuro. (..) Quel cantare insieme rappresentava ed ha rappresentato un pezzo di costituzione materiale di una piccola patria, che, per il suo tramite, ha saputo trasformare le sue microstorie in un’universalità che è arrivata al cuore di moltissimi ascoltatori (..)”
Cosa rappresenta ancora oggi quel canto?
“In un mutato clima sociale dove misuriamo le voragini di solitudini scavate dal divenire tecnico, dove ognuno si affanna in comunicazioni superficiali ed affrettate,
esso continua ad intessere trame valoriali importanti, oggi forse ancora più urgenti e necessarie. Ed è per testimoniare come il canto popolare di montagna continui a svolgere un ruolo importante, divenuto ormai tratto identitario saliente, che domenica 6 giugno 2026 tutti i complessi canori iscritti alla Federazione Cori del Trentino si daranno appuntamento nella nostra Piazza Duomo per testimoniare come quel primo coro che debuttò esitante dietro un paravento sia oramai patrimonio di tutti.”
Ringrazio di cuore il Presidente Andrea Zanotti per la sua gentile disponibilità e do l’appuntamento al prossimo numero della Rivista, per maggiori approfondimenti sulle iniziative collaterali legate al centenario della SOSAT.
